È l’ultimo mercoledì del Bar Snob: dopo anni ci si sposta dalla serata delle coppe a quella dei morosi, quindi al martedì. Poeti e poesie, grandi film e grandi scrittori che li interpretano, ricordo per Magda di Furio, Migliori attori non protagonisti di quasi 30 anni fa e tante chiacchiere. Il dolore umano di genitori coraggiosi e la ragazza del meteo che ammette ciò che in tanti non hanno nemmeno il coraggio di pensare: la solitudine fa paura, solo se la subisci. Il martedì sera non cambierà molto…spero…

ASCOLTA IL PODCAST
COPERTINA
Forse ve l’ho già raccontato: una volta, da ragazzino, mi presi una bella scoppola di quelle rintronanti dalle manone da metalmeccanico di mio padre, perché per prenderlo in giro avevo storpiato il cognome di uno dei miei compagni di scuola delle elementari. Eravamo lì sotto il portico delle Pascoli a giocare a qualcosa tipo strega comanda colori o i 4 cantoni, non mi ricordo bene ed ero talmente concentrato nello sviluppo del gioco e a non soccombere nella tenzone, che non mi accorsi del suo arrivo. Mi partì questa presa in giro e, alla muta, da dietro, feroce e a tagliarmi l’anima, arrivo questo scoppolone.
E così ancor prima di realizzare, grazie all’incombere della voce, che il papà era arrivato a prendermi, mi accorsi di quanto ero stronzo: “Non ti azzardare mai più a prendere in giro una persona, storpiandogli il nome!”, tuonò la voce baritonale, soave quando inserita nel coro della parrocchia, terribile quado si venava d’incazzo atomico.
Uno strattone e via verso casa con la testa chinata, silenzioso e coi lacrimoni che dovevo trattenere, se non volevo pure gl’interessi. Non ero abbacchiato tanto per la scoppola, evitabile si capisce, ma che fu appena appoggiata per dirla tutta, quanto per quella puntura dietro lo sterno causata dalla vergogna.
Chissà cosa direbbe oggi mio padre nell’accendere la TV, a leggere un post sui social o anche semplicemente facendo un giro al Bar. Si tapperebbe le orecchie? Si abituerebbe? Si arrenderebbe?
Perché, non so se ci avete fatto caso, ma anche se quelli del Terzo Segreto di Satira prendono di mira per la tremenda abitudine di schernire le persone partendo dallo sfregio del loro nome, una ben precisa fazione politica, io vedo che anche questa riprovevole abitudine è ormai sdoganata in ogni dove. Una volgarità a 360° gradi.
Solo che a forza di sdoganare delle cose becere, mi pare inevitabile che si diventi una società basata sul becero. Mai stato bravo in matematica, ma l’equazione a me sembra abbastanza semplice.
Siamo arrivati al punto di inventare delle parole che hanno lo scopo di trasfigurare una cosa positiva e renderla negativa; nello stesso tempo a rendere accettabile, se non assolutamente inevitabile un comportamento inumano.
Pensate solo al tremendo neologismo “Buonismo”.
Come ben saprete tutte le parole hanno il loro opposto nella nostra lingua, ma se chiedi a chi usa la parola buonismo di farti sapere quale sarebbe il contrario, non te lo sa dire con una parola. Inizia al limite a girare intorno alla faccenda con degli spiegoni che partono da quanto si stava bene, quando si stava peggio, ma una parola secca non ce la fanno. Qualcuno dice che è realismo, ma il contrario di realismo è soggettivismo, mica buonismo. Oh, stando al dizionario…
Voi lo conoscete?
Il contrario di Buonismo, intendo.
Io direi di saperlo ed è: disumanità.
Già, perché secondo me, dopo aver ascoltato le spiegazioni di chi usa la disgustosa e vigliacca parola buonismo e analizzato i loro spiegoni, sono arrivato alla conclusione che non è altro che un sinonimo di Umanità. Quindi il suo contrario è Disumanità
E sono arrivato anche alla conclusione, che chi la usa abbia inventato una parola solo per camuffare la propria di disumanità e di giustificarla, dicendo sostanzialmente a chi è Umano, che è un coglione.
Già, il buonismo non esiste, ma esiste l’avidità, la stupidità e la viltà di chi ci si nasconde dietro, credendo di avere il diritto stare bene cascasse il mondo.
Eh, solo che il mondo va poi a finire che casca per davvero se andiamo avanti così: almeno una parte.
Chissà…
Io so solo che quella scoppola me la ricordo come fosse ieri e se per caso mi scappa di ridere ad una battuta sul nome di qualcuno, che mi è successo, sento arrivare puntuale e ficcante la stessa vergogna di quel giorno indimenticabile, senza nemmeno il bisogno della scoppola.
Che dire: grazie papà per avermi insegnato il senso della vergogna per quando non si è all’altezza di essere uomini fra gli uomini e quindi a non cadere nel tranello dell’autoindulgenza.
No, non penso ti saresti arreso e tantomeno abituato.
Sto provando a fare lo stesso.

LE RUBRICHE
LA RAGAZZA DEL METEO
Bruttissima bestia la paura di rimanere soli. Si farebbe di tutto per essere accettati, per non doversi vedere isolati e senza nessuno disposto a parlarci. Perché poi chi ha paura, spesso, non dice niente, proprio per paura di deludere chi gli sta di fronte e dunque perderlo. Quale solitudine peggiore ci può essere se non quella della paura? Quale compagnia migliore ci può essere della propria solitaria, ma consapevole? L’importante è arrivare a rendersene conto, ma anche a non idolatrarla, che la paura della solitudine può tornare quando meno te lo aspetti…
Meteo.
Io non riuscivo a non essere d’accordo. O meglio, avevo paura di non essere d’accordo con chi mi stava parlando. Incredibile ma vero. Ho passato anni di sudori freddi annuendo per intere conversazioni. Non capivo come si faceva a sostenere un’idea senza l’approvazione della persona con cui si stava parlando.
E sono andata avanti così per un po’. Passavo il tempo ad ascoltare, chiunque, annuivo e ascoltavo.
Poi ho capito che il mio problema era che temevo di perdere l’interlocutore in sé e per sé, alla fine io volevo solo che qualcuno parlasse con me, per questo quello che diceva non poteva non andarmi bene, nella mia testa se avessi detto che non ero d’accordo questa persona se ne sarebbe andata per cercare comprensione da qualcun altro, perché è una brutta bestia la solitudine quando non la conosci.
Ma poi, una sera, è successo, le cose importanti succedono sempre la sera, davanti a una birra media, perché le cose importanti succedono sempre la sera e tendenzialmente ai banconi dei bar, ho capito che avevo ascoltato abbastanza, che il rischio di lasciare la gente a macerare nelle proprie convinzioni era di creare super-io onnipotenti senza la minima cognizione del limite tra fantasia e realtà, che lo scopo del dibattito non doveva essere il far cambiare idea ma il suggerire che non ci fosse una unica visione delle cose, e ho iniziato a parlare.
E sì, se ve lo state chiedendo, da allora ho pochi amici e la gente tende a non voler parlare con me, ma del resto la solitudine è una brutta bestia solo quando non la conosci.
E comunque, come disse qualcuno: “Discutendo, non è detto che si riesca a cambiare le opinioni altrui. Però qualche volta può succedere che cambiamo le nostre.”
LA RAGAZZA DEL METEO
VINILE IN SPOLVERO

Momento fugace, ma d’oro zecchino, quello vissuto da Will White and Alex Gifford, al secolo Propellerheads, sul finire degli anni ’90. La loro produzione si racchiude fondamentalmente in quel magico 1998, dove diedero alla luce alla loro fondamentale produzione discografica: l’LP “Decksanddrumsandrockandroll” e l’EP “Extended Play E.P.”. Quest’ultimo è stato protagonista della rubrica per questa puntata e racchiude il brano uscito solo come singolo “Crash!”, oltre ad altri 3 brani (semi) inediti. Una bomba di energia e di ritmiche asfissianti, che rendevano faticoso e a volte difficile il mestiere del ballerino. Comunque irresistibile e venato dai fiati che danno i paletti su cui si basa la struttura del brano. Dopo questa pubblicazione l’oblio…e la fine della storia di Propellerheads, che rimangono in circolazione con singoli estratti dal loro unico LP. Un pezzo di storia della musica elettronica, che purtroppo non ha saputo o voluto trovare nuovi sbocchi da quel mix originale fra il Big Beat e influenze Jazzate. Peccato. Comunque sempre nel mio cuore!
SCHEGGE SONEEKE

Un disco che per molti amanti del genere è un’autentica chicca. Una fiammata di stramberie ed ironie musicali, in salsa Exotica per questo progetto che arriva dalla calda California (San Francisco). Il mentore del tutto è Ross Harris, già celebre in USA per aver partecipato a soli 10 anni, come protagonista al film “Airplane” ed essere comparso in alcuni episodi di niente pòpò di meno che “Chips” e “Love Boats”. Nella sua vita artistica musica e potografia, però gli danno le migliori soddisfazioni e gli permettono di lavorare con grandi nomi della scena: da Beck ai Prodigy. I Sukia, invece restano una mina vagante e soprattutto un colpo secco per intenditori. Non bisogna quindi stupirsi di trovare questo doppio LP nella collezione conservata nella Soneek Room di Casa Corsini a Spezzano. Originali e a tratti schizofrenici i Sukia non andarono oltre la pubblicazione di questo “Contacto Espacial Con El Tercer Sexo”, pubblicato dalla già soventemente citata Mowax. L’erotismo e l’ammiccamento, oltre che in suoni e titolo dell’album, sono impressi anche nel nome della band, che viene preso da un fumetto Erotico-Noir Italiano di fine anni ’70. Quello con protagonista la Vampira Sukia (ispiratissima all’allora giovanissima e stupenda Ornella Muti): come il disco, tutto un programma. Da recuperare entrambi!
THE LITTLE R’N’R SWINDLE

In questo caso specifico devo dire che la colpa è solo ed esclusivamente mia. Non vale dare la responsabilità alla Virgin France che con un colpo da maestro ha posto la trappola: i “naderei” come me che ci sono caduti, devono solo dire Mea Culpa! Mea Grandissima Culpa! Si era all’inizio del millenio, poco dopo il termine del primo lustro, nel quale un Certo Manuel Chao, si era imposto a livello planetario, le fortune dell’eclettico ex leader della Mano Negra, stava per abbandonare il picco di celebrità e quindi di redditività per la sua etichetta discografica. Prima che il fenomeno Manu Chao, capace di riempire orecchi, cuori e piazze si ridimensionasse da quegli altissimi livelli, l’etichetta va a ripescare una registrazione risalente al 1986: quella di Hot Pants, creatura musicale ante Mano Negra curata dell’artista Franco/Spagnolo assieme al cugino batterista. Il disco di per sé è onesto e a tratti gradevoli. Ci sono dentro i primi e più istintivi Clash, un po’ di Stray Cats e tantissimo di ciò che saranno poi i Mano Negra, senza però mai avvicinarsi alla qualità soprafina di quello che rimane uno dei progetti più entusiasmanti ed originali degli anni ’90. Sarebbe bastato pochissimo per arrivarci, un paio di anni scarsi e forse per questo “Loco-Mosquito” rimase nell’ombra: cosa te ne fai di un disco così se hai già tutta la discografia della Mano Negra? Poco…ecco perché la fregatura…
A SUA INSAPUTA
Se un genitore pensa alla cosa peggiore che gli possa mai capitare è quella di perdere un figlio: non v’è dubbio! Non oso nemmeno immaginare ciò che significhi e preferisco pensare ad altro per non essere bloccato dal terrore. Figuriamoci se perdi una figlia poco più che ragazzina, in maniera agghiacciante com’è capitato ad Alessandra e Stefano. So però che il loro pensiero fa luce nell’ombra brutale che attacchi alla democrazia come quello di Macerata gettano sul nostro paese. La dignità non si compra e non la si dovrebbe svendere nemmeno per un pugno di voti alle prossime elezioni. Anche perché così facendo, assieme a questo bene individuale che è la propria dignità, si rischia di mettere in gioco quella collettiva. Mentre si scrive non è ancora certo se Pamela sia stata uccisa o sia morta per overdose e quindi se e come sia colpevole l’accusato, ma grazie alle parole dei suoi genitori possiamo lasciare l’incombenza serenamente ai giudici, che sono lì apposta e dei quali bisogna fidarsi, se non si vuole degenerare nel delirio, che già ha preso piede e rischia di prenderlo sempre più. Finché ci saranno persone come Alessandra e Stefano l’Italia, per quanto acciaccata, non è perduta.
«Chiediamo solamente giustizia. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio»
«Condanniamo questo gesto. Il presunto colpevole per la morte di nostra figlia Pamela si trova in carcere, e ieri il gip ha convalidato l’arresto. Vogliamo che paghi per quello che ha fatto: ha ucciso la nostra piccola e distrutto la nostra vita. Detto questo noi non vogliamo altro sangue sulle strade e non cerchiamo questo tipo di vendette. Siamo brave persone»
ALESSANDRA VERNI E STEFANO MASTROPIETRO (MADRE E PADRE DI PAMELA MASTROPIETRO) – 03 II 2018
SCALETTA MUSICALE
- LO STRANIERO – SANGUE MISTO
- REMEDY – BLACK CROWES
- GET BACK TO ME – SAVAGES
- YOU’RE CRAZY (ACOUSTIC LIES VERSION) – GUNS’N’ROSES
- THE DREAM MACHINE – SUKIA (SCHEGGE SONEEKE)
- SATISFY MY SOUL – BOB MARLEY
- LOS LOCUS INGLIS – JAMES HARDWAY
- TATOO – NEARLY GOD
- BRIDGE – AMON TOBIN
- CRASH! – PROPELLERHEADS (VINILE IN SPOLVERO)
- GOD SAVE THE QUEEN (NEIL BARNES – 7” EXTENDED MIX) – SEX PISTOLS
- IL BALLO DEI BULLI – PAOLINO PAPERINO BAND
- BRANDEBURG – BEIRUT
- CHICKEN CHAT – HOT PANTS (THE LITTLE R’N’R SWINDLE)
- ANNEGHERÒ NEL DOLO – ÜSTMAMÒ


Lascia un commento