Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio LXXXI (X-III) – 10 I 2018

Il registratore ha tradito e purtroppo questa puntata è anni ’90 oltre che nei contenuti, anche per l’impossibilità di essere ripresa: nessuna registrazione, ergo, nessun podcast e replica. Chi c’era, c’era e per gli altri, andata. La storia della radiofonia penso se ne farà una ragione in tempi piuttosto rapidi. Al barista dispiace, ma ormai non ci si può fare nulla. Di seguito tutte le consuete info per evitare che questa bella serata venga assorbita totalmente dall’oblio.

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NIENTE PODCAST…LEGGI SOPRA…

COPERTINA

Ci sono periodi più o meno lunghi in cui si hanno le idee un po’ confuse. Ingarbugliate.

La pancia è in subbuglio, i nervi sono tesi e scattanti.

Si vorrebbero dire un sacco di cose, ma in realtà non si sa bene da dove iniziare.

I muscoli vorrebbero agire, ma il cervello non sa dove mandarli e per non far danni li trattiene.

Ci si trova nella condizione opposta del non avere nulla da dire, ma di fatto la conclusione è proprio quella: non dici niente, stai fermo, fremi, ma ti contieni…

Rimugini, provi ad iniziare a dire qualcosa fra te e te, prendi un lapis e butti giù due pensieri, poi torni indietro con una riga continua, pesante e rabbiosa. Cancelli, stracci il foglio, ti alzi nervoso e giri tarantolato, infuriato con te stesso.

Hai le interiora talmente piena di cose che non è possibile che anche tu non le capisca più. Sembra tutto così chiaro dentro la tua pancia, come mai arrivano al cervello in un guazzabuglio incomprensibile!?!

Sei frustrato, ma è chiaro che l’unica cosa da fare è lasciar perdere, sperando che arrivi finalmente la scintilla e la calma che sappia governare l’urgenza. Forse fai male, ma con l’età hai imparato che la ami la tua urgenza e non la baratteresti mai con quella pacatezza scialba e paracula spesso confusa con la saggezza, ma a volte devi saperla contenere se non vuoi fare disastri. Se ti riesce di non fare l’ottuso intransigente, viene semplice capire che non è castrarsi: è solo smetterla di fare gli eroi a tutti i costi…anche perché gli eroi, lo sai benissimo, li detesti!

Meglio metter su un disco e al limite fare come quando da ragazzino sedavi il tumulto dimenandoti nella stanza, ballando a schizzi da solo, gridando forte il ritornello della canzone, fino a scaccolarti con le tonsille.

Ma il pezzo deve essere quello giusto per quel momento e per evitare che crei altri problemi. Niente di cervellotico, solo energia, scatto, pulsione…urgenza. Se devi contenere la tua, meglio godere di quella altrui.

Niente di bello tondo, ragionevole e complicato! Chitarre e batterie dritte e devastanti. Non devi scegliere qualcosa che possa metterti altri polpettoni indigesti nelle budella, ma solo aiutarti a digerire quelli che hai lì.

Deve farti sfogare e gridare: che sia di rabbia, delusione, impotenza, amore o odio, deve farteli sputare fuori.

Sì, l’ho già detto: come quando eri ragazzino! Che male c’è?

Poi sulle ultime note, quando la canzone svanisce nel feedback, ti puoi accovacciare e riprenderti dal fiatone, che è poi bene ricordarselo alla svelta che non sei più un ragazzino.

 

Forse le idee non si saranno sgarbugliate, le sinapsi non si saranno connesse alla pancia, ma almeno tu avrai fatto esplodere per te il rock’n’roll al posto della tua testa.

Gran amico il Rock’n’Roll, per chi lo conosce davvero da un po’.

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LE RUBRICHE

LA RAGAZZA DEL METEO

meteoIo l’ho subito bollata come una supercazzola, ma forse sono solo molto cattivo. La Ragazza del Meteo se la prende con chi prende a prestito frasi, concetti, citazioni e dimentica che sarebbe bene coltivare una propria personalità, quindi il proprio orticello di idee e pensieri. Ma io dico che non è malsano prendere concetti altrui, magari lo è adattarli forzatamente al proprio discorso e quindi, storpiandoli, renderli vigliaccamente funzionali al proprio interesse. Questa non è solo povertà culturale, ma proprio disonestà intellettuale. La disputa si accende anche in studio; si richiamano addirittura le quote rosa (ma dai…il ragionamento non ha colore e tanto meno sesso, chi lo sostiene diviene il miglior amico del sessismo, altro che della parità…perbacco…da noi le porte sono aperte a tutti e non vige la meschina discriminazione sessuale, per favore: non portiamola al bancone del Bar!), ma l’arrogante Barista, ovviamente impone la sua e zittisce gli astanti ribadendo: SUPERCAZZOLA! (che fra l’altro finisce con una citazione: ma di cosa stiamo parlando?) 

Meteo.

Uno dei miei buoni propositi per questo nuovo anno è prendere le ovvietà che ripetete come un mantra e ricacciarvele in gola, una per una. Le banalità condite da luoghi comuni e pause ad affetto sono perfette per soffocarvi nel bel mezzo di conversazioni di dubbio interesse.

Spiegatemi perché è così difficile informarsi, perché prendete frasi di altri, tratte da discorsi di altri, e le buttate lì, a caso, senza sapere da dove arrivano e dove vogliono andare a parare, sfruttate la dialettica altrui, addobbate con qualche colorita espressione ed ecco qua il nuovo trend topic del giorno. Ma sudatevele le vostre opinioni!! Prendetevela per qualcosa di vostro invece che indignarvi per la cause di altri!IMG_4204

E in ogni caso, smettete di contare su di me, no, non vi regalerò mai più ragionamenti confezionati, mi limiterò a fare a pezzi i vostri, anche perché, come disse qualcuno “In certi casi alla stretta d’un ragionamento ineccepibile non si può rispondere che con una bastonata” (cit. Achille Campanile)

LA RAGAZZA DEL METEO

SCHEGGE SONEEKE

 

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Dj Hype presents Ganja Kru “Super Sharp Shooter E.P.” doppio 12″ (Parousia, 1996) 

Dato che a livello musicale l’Episodio è incentrato totalmente sugli anni ’90, gioco facile scovare una delle tante chicche presenti negli scaffali della Fonoteca Massimiliano Teneggi di  Casa Corsini a Spezzano. Miriadi di Mix 12″ e di manifesti dei Dance Floor di locali come l’Oasis, fanno bella mostra nella sezione dedicata al decennio in questione. I produttori elettronici, anche quelli più eclettici e legati alle ripide e rapide sonorità drum’n’bass , hanno uno spazio ampio e di riguardo. Pochi di loro uscirono al di fuori di un circuito che per quanto si sviluppò fino all’ipertrofismo degli anni compressi fra il 1995 e il 1999, mai raggiunse, se non per brevi tratti e sporadicamente, i favori del grande pubblico. La Ganja Kru, capitanati dal già celebre produttore Dj Hype, impressero sul vinile (anzi in questo caso, su doppio vinile), uno dei capisaldi dell’eruzione drum’n’bass, tanto da essere ad oggi ripresi e ricordati proprio per la loro Super Sharp Shooter, che non manca di far capolino ogni volta che si parla di elettronica anni ’90. Lo si diceva sopra: più che un disco, fin dalla copertina, un autentico manifesto, in cui è racchiusa al meglio l’essenza di quegli anni tarantolati in cui si cercò nella rapidità e nella profondità, ma ancor più nella resistenza dei subwoofer, la via nuova con cui esprimersi e rendere interminabili le danze. Tanto venne perso nella ripetitività difficilmente evitabile, ma non certo chicche come questa.

 

VINILE IN SPOLVERO

IMG_5689.JPGNegli anni ’90, sempre più, il cinema e il mondo della pubblicità, capendone probabilmente il potenziale emotivo e il coinvolgimento o forse più semplicemente la potenza. Capitava così spesso di trovarsi per le mani colonne sonore che erano compilation mostruose per gli amanti di suoni “non convenzionali” o addirittura opere coraggiose, uniche e irripetibili. Se il film “Judgment NIght” non viene certo ricordato come un Cult Movie, la colonna sonora che lo accompagnava rimase (e rimane) impresso nella memoria di tutti noi, grazie agli apparentemente folli connubi fra le band più accreditate del periodo in ambito rap e rock ruvido. Ma erano i tempi del crossover e mai operazione risultò più vincente, non solo per qualità (il disco è costellato da autentiche chicche), ma anche per tempistmo. Era il momento giusto per un disco così, che visse da quel momento vita separata e propria rispetto alla pellicola per il quale era stato progettato. Il connubio fra i rocciosi Helmet e gli energici House of Pain resero l’apertura dell’opera “Just Another Victim” un’irresistibile singolone riempipista. La potenza con cui si sprigiona si edulcora in un groove avvolgente, donando al pezzo facce diametralmente opposte, ma fuse in modo da non cozzare. Il singolo su 12″ comprendeva anche alcuni Remix, che rendevano più ritmato e dolce anche il primo tratto del brano e ad uno di questi abbiamo affidato l’ascolto della serata. Direi che per 4000 Lire non si potesse pretendere di più.

THE LITTLE R’N’R SWINDLE

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Babylon Zoo “The Boy With The X-Ray Eyes” CD (EMI, 1996)

 

Come si diceva poco sopra, negli anni ’90 cinema e pubblicità rapirono il rock più recondito per portarlo in auge, passando da paletti imprescindibili della cultura musicale più raffinata del passato e lanciando sotto i riflettori nuove leve, forse immature e spesso troppo deboli per reggere alla luminosità, ma in altri casi facendo conoscere ai più suoni altrimenti destinati alla nicchia da cui erano stati prodotti. Ci furono poi creazioni belle e buone che imbrogliarono anche chi come me non comprava Jeans Lewi’s e guardava poca TV. Sì, qui ci facemmo bellamente fottere dalla pubblicità e cascammo come pere cotte nella trappola tesa. Passi per il simpatico ex Marines Shaggy e per i poppeggianti Lily’s, ma non certo per Babylon Zoo. Passi poi che uno si metta in casa il singoletto di “Spaceman”, che veniva utilizzato negli spot della celebre marca di abbigliamento americana, ma l’intero album? No, roba da pazzi. Bastano e vocine alla Alvin del singolo per capire che si è di fronte ad una fregatura. Anche la copertina prova a mettere in guardai, ma niente: la pubblicità mi fregò e ormai non mi resta che vantarmi di aver resistito agli Stiltskin…che però vengono quasi rivalutati al cospetto della litania plasticosa del trio inglese…che infatti scomparve. Mica come i 501…

A SUA INSAPUTA

La nostra pugnetta, se ben urlata, è la più sostanziosa, importante, imprescindibile. Non importa se non sposta di un millimetro la storia dell’umanità e se nel frattempo al nostro fianco passano le cavallette che la stanno facendo a pezzi l’umanità! Indignarci per la minuteria è forse l’unico modo che riteniamo valido per non farci carico del peso della vita nostra e di chi ci circonda (sì, anche dei vostri figli o nipoti che verranno), con seria responsabilità o forse più semplicemente con istinto di sopravvivenza della specie, oltre che individuale.

sacchetti-di-plastica.jpgSiamo alle sportine di plastica, senzatetto di un risentimento furioso e animale che vaga per la strada di notte prendendo a calci l’ombra dei lampioni. Teniamoci ben stretti alle sportine piene di insoddisfazione, fallimenti, rancori, difendiamole con foga assassina, facciamole sciabolare nel vuoto contro i fantasmi paranoici del potere e del governo, è la scena terrificante con cui si dovevano concludere tutti questi anni di disincarnazione e spossessamento. Le sportine di plastica, ecco qual è il vero valore di tutte le altre divisioni che rigano e squarciano la nostra discussione pubblica: un niente. Quello del primato nazionale e quello che attribuiamo strumentalmente a terremotati, stranieri, figli, istituzioni: niente di niente, sportine di plastica, 0,02 centesimi di presunto principio e proiezioni. Ma com’è possibile che tutto questo niente continui a ingombrare le nostre vite, che non sia possibile spazzarlo via, anzi: che non sia possibile spazzarlo dentro, al caldo, per dirgli finalmente “Ma vai bene affanculo te e le tue sportine” e poi ridere insieme fino all’alba?

PIERPAOLO ASCARI 03 I 2018

EXTRA

1950_annosantoNella serata dedicata ai 90’s ci siamo concessi una sola, ma corposa scappatella da quel decennio e lo abbiamo fatto anche dai toni goliardici, allegri e nostalgici, arrampicandoci a ritroso nella storia della nostra Repubblica, fino al 1950. Per la precisione fino al 9 Gennaio del 1950. Una salita ripida che ci ha portato a fianco a casa, per rivivere un momento che purtroppo è stato troppo marginalizzato e da molti non è neppure conosciuto. Son passati 70 anni scarsi, un baleno e sentirsi al sicuro è da stupidi. Per chi proprio non sa di cosa stiamo parlando, giusto un infarinata la può anche trovare su wikipedia. Io, per la dovuta celebrazione dell’Eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, ho preferito passare per la brutale dolcezza dell’immenso e coraggioso Gianni Rodari:

Bambino di Modena
 Perché in silenzio
 bambino di Modena,
 e il gioco di ieri
 non hai continuato?
 Non è più ieri:
 ho visto la Celere
 quando sui nostri babbi ha sparato.
 Non è più ieri, non è più lo stesso:
 ho visto, e so tante cose, adesso.
 So che si muore una mattina
 sui cancelli dell’officina,
 e sulla macchina di chi muore
 gli operai stendono il tricolore.
(Gianni Rodari)

SCALETTA MUSICALE

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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