Capita sempre più di rado, ma a volte succede ancora che io mi senta davvero fortunato per le persone che la vita mi ha fatto conoscere e frequentare. Ieri sera un esempio fulgido di questa sfacciata fortuna, materializzata nella pensata fuori dalle righe di Ponch (al secolo Simone Poggi) e sua moglie Francesca (Guidetti).

Si sono sposati una quindicina di anni fa e la loro festa durò circa tre giorni ufficiali e forse qualcosa in più nella realtà. Una mucca intera cotta all’argentina da amici argentini nell’aia della casa che all’epoca abitavano immediatamente sotto lo sperone del Monte di Valestra nel primissimo appennino Reggiano. Ce la ricordiamo benissimo in tanti quell’occasione, per il senso di naturale accoglienza che aveva trasformato un nozze (cheppalle!), in quello che dovrebbero essere i festeggiamenti per i momenti importanti della vita di ognuno di noi: vera festa! Non esibizione, non consumo, quanto esplosione di emozioni, sopratuttto semplici, continuate e non forzate, schiacciate e codificate.
Beh, dopo tanti anni Ponch e Francesca decidono di festeggiare il proprio anniversario ancora fra gli amici, con gli amici e con una festa. Una festa davvero particolare. Una festa di stelle. L’invito arriva per messaggio qualche giorno fa e subito mi fa sorridere e pensare “che tipi!”: festeggiamo guardando il cielo all’osservatorio di Iano (RE) e poi un brindisi. Quando c’è Ponch in giro i brindisi si fanno per forza e non aspettiamo il dopo, perché appena scendo dalla macchina mi arriva il bicchiere di vino. Cin! Cin!
Io non lo sapevo nemmeno che esistesse un osservatorio sulle nostre colline. Non ne conoscevo l’esistenza, figuriamoci la storia. Ci dicono che sono tutti volontari e che hanno fatto tutto con le loro manine, compresi i telescopi!!! La brulicante pianura padana si apre appena sotto di noi e si perde all’orizzonte fra le luci tremolanti delle città e dei paesi che si preparano al riposo notturno dopo l’ennesima frenetica giornata. Lo spettacolo che ci viene riservato è però sopra le nostre teste. Siamo su una collinetta al di sopra dell’abitato della piccola frazione scandianese, a cui si accede attraverso una sottile striscia di asfalto che sale tagliando campi e vegetazione, incontrando solo di quando, in quando qualche abitazione. Una casa con giardinetto e dietro un piccolo anfiteatro che sale per una decina di gradoni e che si arrampica su una lieve altura su cui sono poste le cupole dentro cui trovano alloggio i telescopi.
Ci sediamo sui gradoni e ascoltiamo l’introduzione, mentre la luna alle nostre spalle brilla a metà. Ci raccontano del perché hanno fatto questa cosa: passione. Si sente nella voce dell’oratore, che ama intercalare nomi di astri e termini tecnici con spruzzatine di dialetto reggiano. Fa parlare anche gli antichi romani in reggiano e l’immagine mi fa davvero sorridere. La passione a volte trascende e fa perdere la via dell’argomento astronomico. Pazienza…
Vedere la luna così da vicino è davvero emozionante! Gialla e piena di buchi. È proprio lei, come si vede nelle foto, ma grazie all’occhio potente dello strumento che ci fanno provare ce l’abbiamo ora a portata di mano. Ancor più soddisfacente per me è un piccolo Saturno che un altro telescopio permette di vedere. L’anellino intorno e l’immagine cruda mi fanno pensare ai cartoni animati di Tintin. Sorriso e lascio al posto a chi deve guardare dopo di me.

Chiudiamo la serata con tante utili spiegazione sul cielo e sulla storia del calendario. Non condivido la polemica sulla tecnologia su cui l’oratore principale della serata insiste. Ma non è il caso di discuterne lì, magari un’altra volta, quando tornerò coi bambini a trovarlo in questo angolo a due passi da casa e a tre dalle stelle! Fatelo, ne vale la pena!
Grazie a Ponch e Francesca perché dopo le 101 stelle con cui ci hanno accompagnato per anni, hanno voluto regalare con fantasia, generosità e sana originalità una serata che stimola sogni e curiosità.
Tutte le informazioni sull’Osservatorio Astronomico “Lazzaro Spallanzani” di Iano e le interessantissime attività, iniziative e conferenze che organizzano, si posso trovare a questo link: http://asfa.altervista.org/
La fantasia, la cortesia e sopratutto la cucina di Ponch e della Fra, li potete invece trovare all’Osteria Gatto Nero.

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