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COPERTINA
Sono nato a metà degli anni ’70, gli anni, fra le altre cose, dei colori pastello, delle ascelle non depilate e delle brigate rosse.
Sono cresciuto a Piastrella Valley in mezzo ai camion di terra e piastrelle che uscivano dalla gigantesca fabbrica che rombava H24, macinando smalti piombosi e rigurgitando operai al suono lancinante di sirene ad ogni ora del giorno e della notte, anche se casa mia, che è la stessa di allora, adesso è in Centro e le persone, me compreso, si lamentano per gli schiamazzi dei ragazzetti che si ritrovano in zona.
Sarà che ero piccolo e magari non ricordo bene, ma sono abbastanza certo che a noi di che scarpe avesse il nostro amico non ci fregava niente. Le magliette erano tutte a tinta unita o a righe, di solito orizzontali; le scarpe, appunto, semplicemente da ginnastica ed anche se avevi le canguro, mica t’interessava se l’altro aveva le Superga.
Negli anni ’70 usciva anche il primo episodio di Fantozzi, circa un anno dopo la mia nascita, ma io iniziai a ridere delle buffe avventure di questo signore solo negli anni ’80, quando in compenso era cresciutO anche un nuovo intendere della parola sfigato, che per noi era un modo da grandi per dire sfortunato, mica per schernire qualcuno.
Ma negli anni ’80 arrivarono i telefilm con quelli belli e con le macchine che facevano a 5 km da casa nostra, ma ce le avevano solo dei signori molto togo in California o più o meno…tipo a Milano. Arrivarono gli Swatch e le Nike; I Paninari e l’uomo non ch’aveva più da puzzà e che non doveva chiedere mai!
Crescendo vedevamo anche da noi alcuni papà col macchinone e molti di noi non venivano più in cortile a giocare, che era pericoloso e comunque sporco: meglio lo Sporting o la Meridiana.
Lì sì che i bimbi potevano divertirsi nel pulito e senza pericoli. Quelli che potevano. Gli altri?
Beh, sfigati…ma non nel senso che erano sfortunati, proprio che erano diversi, soprattutto, meno. E certamente per colpa loro e dei loro genitori.
Per fortuna, mia e di molti altri, compimmo chi 15, chi 16, chi 18 anni nel 1990. Io 16 per la precisione. Perché poi nel ’91 usciva Nevermind e poi una crisi di quelle che come si suol dire, “cioccano”, segò un po’ di tessere dei Club sulle collinette e molti macchinoni tornarono a lasciare il posto a delle Uno o addirittura a delle Duna. Che non era positivo, però, per noi che non avevamo mai smesso di girare in Panda, non è che ci sembrava questa grande tragedia.
Fatto sta che gli sfigati aumentarono. Io continuavo ad insistere che era meglio usare la parole sfortunati, ma sempre più insistevano, che no, erano proprio sfigati!
Io non capivo mai se ero sfortunato o sfigato. In realtà pensavo di non essere né uno, né l’altro, ma poi ho saputo che alcuni erano convinti io fossi soprattutto sfigato.
Non bastò sostituire la Panda 30 con una Polo e nemmeno, dieci anni dopo, passare alla Y 16 valvole: per qualcuno, quelli come me, continuavano ad essere degli sfigati.
Io poi sono tornato alla Panda e devo dire che un po’ di sfortuna nella mia vita l’ho anche avuta, chiamiamola pure sfiga dai, tipo perdere il papà che giravo ancora in cortile con l’Atala verde senza marce. Ma sfigato non credo di esserlo stato, nemmeno quando andavo al Club in collinetta grazie all’invito di un amico e non vedevo l’ora di andare via che lo sentivo che mi dicevano che ero uno sfigato. Anche dei grandi, mica solo i ragazzetti come me.
Io sono stato uno sfigato diverse volte nella vita e lo so, ma le macchine e le scarpe non hanno influito in queste occasioni. Io sono stato uno sfigato, soprattutto quando ho smesso di pensare alla parola sfigato, come sinonimo di sfortunato, ma ho preso a prestito l’ormai invadente, comune e brutale modo per apostrofare, bulleggianti e con volgare, quanto immotivato e bestiale risentimento, una persona che secondo questa accezione, altro non era se inferiore.
Quando magari era solo più sfortunato.
Fantozzi ci piaceva perché in realtà eravamo un po’ noi e l’empatia per lui era quella che col tempo abbiamo smesso di provare nella vita reale, fino al punto che se vi fermate a sentirvi, sentirete che di fatto pensiamo che tutti siano degli sfigati.
Ma il tutti di un altro comprende anche noi e qui ve lo meritate: SFIGATI!
SCALETTA MUSICALE
- OMERTA – AFGHAN WHIGS
- SEXX LAWS – BECK
- 3 KILOS – PRODIGY
- THE CLOCK – GO BETWEENS
- FLY – SUGAR RAY
- EPTADONE – SKIANTOS
- FEEL THE LOVE – CUT COPY
- MY EYES HAVE SEEN YOU – DOORS
- POSTCARD OF A PANTING – MAXIMO PARK
- DONATELLA – DONATELLA RETTORE
- TOM THE MODEL – BETH GIBBONS & THE RUSTIN MAN
- UNSATISFIED – LOU JOHNSON
- BEEN CAUGH STEALING – JANES ADDICTION
- YELLOW SUBMARINE – BEATLES
- WHAT A WONDERFUL WORLD – LOUIS ARMSTRONG

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