
Per citarla, questa volta la Ragazza del Meteo mi butta nel torrido e mi inchioda ad un silenzio che anche ieri sera ho preferito ai commenti sul suo pezzo, lasciati agli avventori.
Forse è un caso o forse no, comunque questa volta ha avuto una mira pazzesca per trafiggermi al fegato.
Vedetevela voi, dunque, che io faccio finta non mi abbia detto niente, che questo non è proprio periodo per parlare di certe cose: avrò bene il diritto anch’io, una volta ogni tanto, di pensare a me stesso e da paraculo tirarmi fuori dal gioco?…che son mica Goldrake.
Qui sotto il testo integrale del suo messaggio arrivato durante la diretta:
Meteo. Tempeste di sabbia e caldo torrido. Clima ideale per riflessioni esistenziali.
Lasciamo perdere le frivolezze, parliamo di dubbi esistenziali e valutazione psicologiche spicciole.
Peggio di sbagliare a giudicare una persona penso che ci sia solo idealizzare una persona, e con “giudicare” non intendo quella puntata di pollice verso l’alto o verso il basso e il conseguente ingresso nel girone dei cattivi o l’ascesa al cielo dei buoni. Con “giudicare” intendo il capire chi si ha davanti, amico o conoscente, l’avere una vaga idea del tipo di persona con cui si sta parlando, tipo se è qualcuno di cui ci si può fidare, se è sincera, se è intelligente, quelle robe lì, quelle che ti fan dire “ma sì, dai, parlami, che forse non andrà così male”. Ecco, peggio di sbagliarsi in questo penso che ci sia solo quando idealizzi una persona, quando decidi che ci si può fidare, che lei è meglio di te e ti ci appoggi, e aspiri ad essere o almeno a sembrare come lei, sì, è sbagliato voler sembrare qualcun altro, ma sbagliamo tutti quando si tratta di voler essere migliori, quando fai tutto questo per poi capire che non avevi capito niente.
Conosci una persona, ti costruisci la tua idea di lei, un pezzo alla volta, dal basso, come una casa. I pezzi belli, e i pezzi un po’ meno belli, ma non importa perché lo sai che il carattere è bello e brutto ma ci vuole tutto. Poi però esageri, perdi la cognizione delle proporzioni e alzi guglie e fregi facendo finta di non vedere che le fondamenta non sono poi così solide. E poi, mentre sei lì che contempli soddisfatto la tua opera, mentre ti compiaci anche se della persona originaria non è rimasto niente, si alza il vento e tutto crolla, e allora corri a cercare di salvare il buono che ti serve, quello che avevi visto da qualche parte all’inizio di tutto e che volevi smodatamente, ma non lo trovi più sepolto sotto tutte quelle macerie ed è solo colpa tua.
LA RAGAZZA DEL METEO

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