Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio LXVII (XXXII-II) – 21 VI 2017

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Ed eccoci qua, dopo un periodo dalla presenza altalenante causato prevalentemente dalla mia passione per il Calcio che non mi molla e onestamente, alla faccia di tutti quei robbosi e sfaccendati draghetti da aperitivo chic, non voglio mollare, ma anzi mi tengo stretto come un baluardo di vita imprescindibile.

Eccomi qua, mentre l’estate arriva ufficialmente, anche se a dire il vero avanza inesorabile ormai da qualche settimana, arroventando l’asfalto, rendendo torride e pensose le notti e costringendo ad abbuffarsi di Bif.

Che odio l’estate ve lo dico tutti gli anni e non posso che ripetermi, ma la mollo subito, che di motivi per lamentarmi in queste settimane ne avrei veramente di più grossi.

Altro che il caldo, altro che l’arbitro Pillitteri e la rivale calcistica che con pernacchia ci saluta, mentre sale la scaletta fino al purgatorio, mentre io e i miei compagni di tifo ci apprestiamo al diciannovesimo anno d’inferno nella terza serie: fortuna che rimangono a farci compagnia i cuginetti canarini, senza i quali mi sentirei davvero solo.

Già vi sento: “Ma non vorrà mica parlare di calcio, questo qua, vero?”

In realtà sì e no.
Perché c’è modo e modo di affrontare la questione.

Io qualche giorno fa, con la scusa della trasferta a Firenze per seguire dal vivo la caduta dei miei beniamini pallonari, ho provato a buttare giù due pensieri sulla mia esperienza e il mio modo di essere tifoso e devo dirvelo: a voi che state storcendo il naso, non v’ho nemmeno cagato.

Sì, perché avete davvero rotto i maroni con questa solita supponenza radical chic: se una cosa non vi piace, non è che dovete poi pretendere il diritto di cancellarla dalla faccia della terra.

Se una cosa vi annoia o addirittura vi infastidisce che sia il calcio, i concerti di Vasco o fare l’amore, beh mettetevela via e soprattutto non ripetetelo come fosse una cosa scontata, ostentando gusti fuori dalla media, che poi uno pensa che quello che v’importa non sia ciò che fate, ma il fatto che lo facciate per poter dire di averlo fatto ed essere quindi più fighi.

In ogni caso è molto semplice: magari funziona per voi e forse per altri che la pensano come voi, ma mica per questo è verità totale, come invece da certi discorsi pare voler uscire.

Difendete il vostro mondo e non c’è problema, ma evitate di attaccare quello degli altri ad ogni piè sospinto.

Cosa ve ne viene in tasca?

Ah, i luoghi comuni: 22 coglioni che corrono dietro ad un pallone. Allora, intanto, se vogliamo fare le punte agli spilli sono almeno 25, perché ci sono anche l’arbitro ed i guardalinee; poi: perché sarebbero dei coglioni? Su, dite un po’: cos’hanno di peggio di decine di migliaia di automobilisti che si mettono in colonna in autostrada, sotto la randa del sole per andare a mangiare le cozze al porto canale di Cervia?

Ognuno è coglione agli occhi di chi non condivide la stessa passione e questa volta i Social, siatene certi, non hanno colpa. Sentivo già mia madre da bimbo e le mie compagne di classe alle medie dirmi su perché amavo il calcio.

È proprio il genere umano che non riesce a godersi la semplicità di farsi i cazzi propri e di stare bene al mondo quando avrebbe tutte le opportunità per farlo.

SCALETTA MUSICALE



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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