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Più che altro per non dimenticar(Si)


La Ragazza del Meteo 28

meteo

Speriamo che La Ragazza del Meteo sia almeno contenta di aver sentito leggere il suo ormai classico messaggio (sotto, come sempre il testo integrale), dalla voce PROFESSSSCIONAL di Ilaria, perché per il resto l’acidità è a livelli di aceto forte.

Sempre incazzata e sempre più infastidita da chi scrive e parla. Ma in realtà lo fa anche lei, quindi sorge il sospetto che soffra di una punta di masochismo e in realtà le sue invettive sia pesanti autocritiche.

Sui contenuti a voi i commenti: diciamo che questa volta ha salvato il sederino dalla sonora sculacciata che invece le abbiamo recapitato la settimana scorsa. Permalosa o no, non ti vogliamo bene, ma solo perché possiamo giudicarti!

Meteo. Piovaschi cacofonici, albe trascendentali. Piuttosto che sì. Piuttosto che no.

E va bene, non volete stare zitti, ho capito, allora oggi parliamo dei paroloni. Io sono abbastanza ignorante, costruisco frasi semplici: soggetto, verbo, complemento e tanti saluti, così sono sicura di essere comprensibile, a me stessa per prima. Ma sono un’eccezione. La normalità prevede barricate di paroloni altisonanti, di avverbi a caso, di sinonimi usati come contrari e viceversa. Il tutto per rendere difficoltoso il ribattere dell’interlocutore e guadagnarsi una ragione facile. Altra tecnica che vi viene bene è eliminare i verbi: incastrate sostantivi a caso, in sequenza, meglio se uno ogni tre è accentato, così date anche un certo ritmo alla frase.  E poi i miei preferiti: gli internazionali, piazzano parole in lingua straniera per sottolineare la globalità della loro conoscenza, ma, sinceramente, quando sento “resto in forma facendo mezz’ora di jogging nella fitness room prima del brunch” penso solo che sei un analfabeta internazionale oltre che funzionale.
Però non tacete, no, mai, dovete parlare e usare parole che porterebbero Dante ad aprire un dizionario, eventualmente anche bilingue, pur di dire la vostra e sembrare intelligenti, non partecipare al dibattito per un secondo, rischiare di passare per disinteressati o, peggio, impreparati vi fa sentire male. Un po’ come mi sento io quando sento “piuttosto che” o “cacofonia” usati nella stessa frase.

E comunque, prima che me lo facciate notare, sì, io (soggetto) sono (verbo) permalosa (complemento) perché so che lo direte, e avete ragione, permalosa e arrogante, ma questa è un’altra storia.

LA RAGAZZA DEL METEO



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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