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COPERTINA
Mercoledì scorso il bersaglio erano i cazzeggiatori seriali, quelli che vogliono solo cercarsi un posto al sole per non cadere mimetizzati e dunque nel nulla: i così detti troll, che cercano di disintegrare tutto ciò che ha una logica, pur di stare a galla senza prendersi nemmeno un pensiero a salvagente.
Costoro sono certamente un bel problemino, soprattutto se si è passato tanto tempo a riflettere su un argomento e tutto viene mandato a carte quarantotto dall’intervento di una di queste nullità.
Perché, se ci pensate bene, la cosa importante per tutti e non solo per i troll è rimanere in evidenza. Anche leggera, ma guai a restare mimetizzati, scomparire senza che nessuno se ne accorga.
Se c’è un guaio peggiore del cadere nelle imboscate di cui sopra, è quello di essere gettati nell’oblio.
L’oblio è probabilmente una delle disgrazie più devastanti dell’oggi.
Da sempre c’è chi afferma di non avere paura della morte, ma solo paura di essere dimenticati. Di cadere nel nulla e l’uomo da che mondo è mondo prova a realizzare imprese memorabili, che vanno al di là della propria vita, con cui essere ricordati e magari celebrati dai posteri.
C’è anche chi lo fa senza bisogno della fanfara, ma penso che alla sua lapide al cimitero, tenga comunque.
L’oblio è la vera morte.
Quanti sono quest’oggi nell’oblio nonostante di fatto vivi e vegeti.
Morti viventi o solo formichine che si muovono sullo sfondo di un mondo che non ha trovato alcun riflettore per loro, anzi! Un mondo che ha cercato in tutti i modi di ricacciare nell’ombra e dunque nell’oblio.
Non c’è metodo migliore per non farsi troppi problemi: cancellarli, nasconderli, insabbiarli. Puf, non ci sono più: perché dovrei preoccuparmene?
Nel caso delle persone, questo forse dovrebbe accadere semplicemente perché sono tali, appunto e nessuno, ce lo dicono anche le grandi e di nuovo tanto in auge religioni, è meglio o peggio di un’altro.
Siamo tutti uguali.
Certo siamo tutti uguali, solo se ci siamo.
Fatta la legge, trovato l’inganno, come si diceva un tempo.
Mica si nega che sia giusto questo precetto, anche se di fatto si lotta sempre più per proteggere i propri privilegi, quindi cercando di uscire dall’uguaglianza, facendo di tutto per distinguersi e quindi essere meno uguali possibile o se possibile, solo uguali a chi ci pare a noi, quelli che vanno bene. Quelli che non vanno bene sono un problema, un problema irrisolvibile. Ce lo dicono anche le sacre scritture, come facciamo?
Beh, se il problema non c’è, se non si vede, io posso sempre dire che non lo sapevo.
Ah, se lo avessi saputo!
Mica si può sapere tutto, no?
Certo siamo diventati tuttologi e sfidiamo medici, ingegneri ed avvocati, pur non avendo mai aperto un libro di anatomia, trigonometria o diritto, ma quando ci fa comodo ci rifugiamo nella nostra ovvia impossibilità a sapere tutto e di tutti. Io non c’ero, guardavo altro, non m’interesso di politica e via discorrendo.
Ma l’oblio è solo un’invenzione, una distrazione ottica, un miraggio. Una scatola artificiale con pareti i cui mattoni sono i nostri piccoli o grandi egoismi, le nostre pigrizie mentali, la superficialità di ragionamento con cui abbiamo ormai sdoganato le peggiori volgarità ed la più bieca e meschina vigliaccheria. Noi non li vogliamo più vedere, ma ci sono, sono dentro: persone che vivono realmente dentro all’oblio da noi voluto e che lì crepano: di solitudine, malattie, fame e bombe; migliaia, milioni, di persone tutti i giorni, anche se noi non vogliamo più vederli. Ci sono e invochiamo la sicurezza, la difesa della nostra patinata realtà, ogni qualvolta qualcuno di questi riesce a scavalcare la barriera che abbiamo creato e rischia di sconvolgere i nostri piani, i programmi in cui basta tirarsi su le maniche per farcela, che se vuoi, puoi! I nostri programmi, nei ragionamenti che si sentono in giro, paiono assomigliare sempre più ad un destino, un’investitura che si riceva appena venuti al mondo: un diritto da realizzare, non certo un percorso da coprire, quale invece è.
L’oblio è la più potente droga di cui si sta strafacendo l’occidente e tende sempre più a ramificarsi verso l’interno, riducendo tutto a spazi incredibilmente angusti e privi dell’ossigeno primordiale dell’evoluzione umana: l’empatia.
L’oblio rischia davvero di essere tale, se non ci diamo presto un taglio.
Altro che bomba atomica!
SCALETTA MUSICALE
- FAREWELL FARWELL – CHARLES MINGUS
- WAITING ROOM – FUGAZI
- DIRGE – DEATH IN VEGAS
- TI RULLO DI KARTONI – SKIANTOS
- DUST IN THE GROUND – BOMBAY BICYCLE CLUB
- UN GIORNO NUOVO – SICK TAMBURO
- THE PASSENGER – IGGY POP
- STARE – PRINCE
- SO FRESH, SO CLEAN – OUTKAST
- STOP – SPICE GIRL
- NOTHING BETTER – POSTAL SERVICE
- THE LOVECATS – CURE
- WITCHCRAFT – BILL EVANS TRIO
- CONSAPEVOLEZZA – AREA
- 100 MILLION – AUDIO BULLYS
- NO VOODOO – ALLAH-LAS

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