Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


La Ragazza del Meteo 22

meteo

Ci sono persone che non stanno zitte nemmeno a minacciare il taglio della lingua, altre che si rifugiano costantemente nel “mi faccio i cazzi miei”. La Ragazza del Meteo dice di preferire il silenzio…poi però viene a sfogarsi da noi anonimamente.

Non è che sei un po’ paracula eh?!?

Qui invece non si hanno peli sulla lingua e qualche volta forse sarebbe bene tenersi un po’ di più.

Voi da che parte state?

Intanto godetevi il testo integrale arrivato ieri sera in diretta: il biglietto è ripagato soprattutto dalla chiusura:

Meteo. Tre stagioni al giorno e parole un po’ a caso per esprimere concetti contorti.

Facciamo un’ipotesi. Facciamo l’ipotesi che voi siate competenti, in un settore. In quel settore voi sapete il fatto vostro, voi e altri come voi. Siete lì e ne sapete a pacchi, tutti. Ok, mentre vi crogiolate nella vostra competenza succede una cosa, voi la vedete, la elaborate e arrivate a una personale conclusione. A quel punto aprite la bocca, tutti quanti, e dite la vostra, tante versioni che più o men coincidono. Tranne uno, uno tace. Vi ascolta e non dice niente. Lui non la pensa come voi, le sue competenze lo hanno portato a una conclusione diversa. La domanda è: il taciturno dovrebbe parlare e dirvi che secondo lui vi state sbagliando?
A me ogni tanto capita e sono quella che tace. Pur sapendo di avere ragione non parlo, ma non lo faccio perché non sono sicura di quello che penso, ma perché sono così sicura di quello che penso che ho paura di aver ragione davvero e far sentire stupido qualcuno. E capisco che la stupida sono io, ma non ce la faccio. L’istinto sarebbe di urlare “Ma no! Non è così, è cosà, ed è palese! Capra!” mentre invece provo a dirottare il discorso e a spingere sul ragionamento sperando di far arrivare il mio interlocutore alla mia conclusione senza dargli del cretino. A volte ci riesco, a volte no, e resto lì, con uno sguardo tutt’altro che intelligente a pensare “poverino, non ci arriva” e a dispiacermi per lui. Poi mi sale il panico perché mi rendo conto di aver avuto un moto di empatia verso il genere umano e smetto subito.

Comunque, cambia il tempo, viene caldo, milioni di insetti popoleranno l’aria, lasciate stare i grandi ragionamenti, prendete una ciabatta e rendetevi utili.

LA RAGAZZA DEL METEO



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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