Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio LVIII (XXIII-II) – 05 IV 2017

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Al BAR SNOB é gradita la sfrontatezza, tollerato il linguaggio colorito, ma é totalmente fuori luogo la volgarità ed é dichiarata guerra assoluta al manierismo e all’asettico, noioso e arido politically correct.

Questo è un piccolo estratto dalla presentazione che scrissi un annetto e mezzo fa, quando prese forma concreta il Bar Snob.

Diciamo che non sempre si riesce ad essere perfetti e qualche caduta di stile c’è stata, mia, che degli avventori mica mi posso prendere le responsabilità.

Posso però dire che in linea di massima la direzione sia rimasta quella corretta, anche se l’idea che avevo avuto all’inizio si è poi evoluta ed è cambiata man, mano che si andava avanti e in funzione di chi si sedesse a bancone.

Soprattutto non ho cambiato idea sul manierismo e sul politically correct.

Una volta un’amica mi fece notare che così rischiavo però di buttarmi a capofitto fuori dalle convenzioni dell’educazione e quindi nella bolgia dei gretti che affolla la rete, le TV, le radio, i Bar e le piazze.

Aveva ragione ed ho cercato di stare attento a che non si trascendesse. Qualche volta ho sbagliato, ma ripeto: a volte non s’è riusciti, mediamente, sì.

Se usare buone maniere vuol dire impedirsi di essere chiari o avere la possibilità di perdersi nel vuoto spinto, continuo a pensare che non faccia per me.

Preferisco rischiare di esagerare, quindi di sbagliare, di essere irriverente e maleducato, piuttosto che non dire qualcosa per paura di offendere la sensibilità di qualcuno.

Perché, paliamoci chiaro: adesso c’è chi ci fa la cresta abbondantemente sul non dire questo che offendi quello, non dire quell’altra cosa che offendi quell’altro.

Sono ricatti!

Ricatti belli e buoni, di chi si nasconde vigliaccamente nel piagnisteo!

L’educazione è da difendere, ma soprattutto non la si deve confondere con il manierismo, che invece uccide il confronto.

Il confronto per potersi chiamare tale, deve essere sincero e non può coprire parte della verità, anche se è scomoda, antipatica e pungente.

Lo dico da sempre e mi tocca ripeterlo: per me è meglio essere sgodevoli, che paraculo.

Capisco però che in un mondo di paraculi, la mia posizione sia davvero poco alla page.

SCALETTA MUSICALE

 



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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