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Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio LV (XX-II) – 15 III 2017

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Anche se tutti fan finta di essere legati alle tradizioni, mi pare evidente che ormai da un paio di decenni o forse più, la cultura popolare sia andata in disuso.

Tutto va rimasterizzato all’oggi.

Quindi, ben vengano le sagre del gnocco fritto, ma guai che non comprendano lo stand dello spritz o il Dj set.

Tutto deve avere un sapore di moderno, anche se poi, spesso, si ottiene di prendere per tale qualcosa che è già vecchia come il cucco. Come quando le orchestre di liscio, me lo racconta mia madre, per accaparrarsi le simpatie dei giovani, dice lei, suonano la musica da discoteca…suonano la musica da discoteca, capite? È una roba che non ha senso ed infatti…

Ma suonate quel il liscio! Polke, mazurche e walzer!

Friggete quel cazzo di gnocco e riempitelo bene di salame felino e servitelo in accoppiata con un cazzo di bicchiere di lambruscone!

Vi prego, smettetela di scimmiottare quella finta modernità che piace tanto a noi campagnoli e provincialotti e pensare pure che faccia fico! Ero quasi convinto avessimo archiviato il fatto negli anni ’90, ma non ce la facciamo. Anzi, lo attualizziamo ed è sempre più difficile trovare delle oasi non infestate.

Il gnocco fritto Vs Doppio Cheesburger? Ma dite sul serio? Vi ci mettete anche?

Il rifiuto di ciò che eravamo ieri ci sta impedendo di entrare nel domani.

Potete pensarla come volete, ma se vi prendete la briga di guardare tre documentari e leggere quattro pagine, vi potete accorgere che ieri eravamo nettamente più avanti di oggi!

Non parlo di tecnologia, che tanto quella, la maggior parte di voi nemmeno la sa usare: avete smartphone da 1000 € in tasca e il massimo dell’applicazione che sapete sfruttare è far video in slow motion a vostro figlio che fa la cacca…senza il suo consenso, peraltro (ed io tifo vendette pesanti nei vostri confronti, anche prima del conseguimento della maggior età!).

L’illuminismo, ad esempio, non era ancora confuso con un operatore telefonico impegnato a propinare nuovi prodotti del liberissimo mercato energetico e quindi per uno scocciatore, per quanto l’illuminismo era ed è un pesantissimo rompi scatole, che impone un po’ più di fatica per arrivare al dunque, che spesso non si risolve in 140 caratteri e con una risata collettiva, ma con fatica, impegno e magari quel cincinin di empatia che non guasterebbe.

Sempre in tema filosofico, pensiamo agli adagi popolari. Scartati perché obsoleti, perché suonano vecchi.

Cancellati e sbertucciati. Bravi asini, così avete dimenticato di ragionare, sempre per fare un esempio, su piccole perle come “chi semina vento, raccoglie tempesta!” ed ora siete lì a chiedervi come mai tutto quello che pensavate scontato sta per saltare in aria. Non è sfortuna: è che ad ogni azione, corrisponde una reazione e nulla è scontato, in particolare l’accettazione dell’arroganza.

Quasi, quasi, a dirla tutta, io invidio chi se la sa cavare con due faccine, chi cerca attenzione con i post tristi e piagnucolosi su Facebook: probabilmente mica se ne accorge che è anche, non solo, ma soprattutto colpa sua e di quelli come lui…

Ah! Buone Idi di marzo e occhio alle coltellate, unica cosa che potete star certi vi arriverà in notevole quantità, per tutta la vita e spesso da dove proprio non credevate fosse naturale accadesse. Questo vi porterà vicino ad un grande della storia e a pronunciare o almeno a pensare, soverchiati dal dolore interiore, prima che da quello fisico inferto dai fendenti, ciò che 1973 anni orsono Gaio Giulio Cesare si trovò a dire, stando a Svetonio, guardando inorridito negli occhi il tradimento peggiore che potesse immaginare “tu quoque, Brute, fili mi”…

SCALETTA MUSICALE



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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