Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio XLIX (XIV-II) – 18 I 2017

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Ci sono delle volte in cui bisogna buttarsi ed essere seri, mantenere gli impegni e cercare di reagire alla voglia di chiudersi dentro e di non sentire niente e nessuno.

A volte il silenzio fa bene, altre non fa più che amplificare il rimbombo e peggiorare la situazione. Proviamo a vedere se il calore del Bar aiuta o se era meglio tenere tutto per se: per fortuna il barista non ha paura di rischiare e tanto meno di sbagliare.

Ormai lo ha fatto talmente tante volte che una in più, una in meno, non cambia.
Questa settimana iniziava con il così detto Blue Monday: il giorno più triste dell’anno, dicono, e forse è solo colpa di questa cosa, che pare un po’ sciocca, ma che, chissà, magari funziona davvero.

Frega il giusto ad esser sinceri…

Davvero non riesco a dare una motivazione credibile al perché questa settimana certe cose mi siano piombate addosso più che in altre occasioni, pur rimanendo pressoché le stesse, sia per qualità, che quantità e intensità.

In particolare leggervi sui social in questi giorni è però diventata una tortura peggiore del solito: una schifezza immonda! No non scherzavo quando lo scrivevo: la gran parte di quelli che leggo sulle mie bacheche social dicono cose per me raccapriccianti. E badate bene, ho scremato già in passato chi postava le foto del ridicolo ducetto d’Italia e roba tipo “aiutiamoli a casa loro”, “no ai vaccini” e le foto delle scie chimiche. Poi qualcosa sfugge, ma sugli eccessi sono tutto sommato al sicuro.

La cosa peggiore è però che si leggono cose allucinanti in maniera diffusa come fosse roba sana. Porcherie miste a frasi di circostanza talmente scontate da passare inosservate: ma se uno legge bene trova veramente delle montagne di letame, ormai sbadilate con naturalezza e proprietà di linguaggio. L’upgrade del testa di cazzo ha raggiunto profili pericolosissimi e mimetizzatissimi. Le “H” sono tutte al loro posto, anche i congiuntivi paiono funzionare, ma se uno non s’accontenta della forma e vuole trarre la linfa dei contenuti, non può che rabbrividire da quanto abbiate sdoganato e reso consueta, che no, normale proprio non lo sarà mai, la vostra schifezza.

Qualcuno mi dice che basta non leggervi, che sia sufficiente uscire da quel contenitore zeppo del pantano che lorda la nostra società. Ma il guaio non sono i social, l’ho già detto tante volte, il guaio siete voi!

Che poi vi s’incontra per la strada e se e è vero che qualcuno ancora quantomeno si vergogna ad essere se stesso in piazza o al bar, la stragrande maggioranza sbandiera invece il diritto a potersi esprimere con concetti indegni anche della più profonda padania: che la democrazia ce lo concede!

La democrazia un cazzo! Fate schifo e fra poco ne pagherete democraticamente le conseguenze. Purtroppo vi seguiremo in molti, non dico incolpevoli, ma certamente immeritatamente.

Stasera di argomenti per dimostrarvelo che fate schifo ne ho da vendere.
Se vi va sono qui, blu, ma ci sono.

SCALETTA MUSICALE



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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