Questa sera in Consiglio Comunale sono intervenuto prima del voto sul D.U.P: di seguito la mia visione su fondamentali ed indispensabili direzioni da prendere per rendere Sassuolo una città più equa, verde e vivibile, nel testo dell’intervento.
È risaputo che la situazione delle nostre casse comunali sia ormai da tempo in sofferenza e che purtroppo la condizione in cui viviamo è spesso figlia di molti anni di trascuratezza su diversi fronti, credo quindi doveroso ed onesto riconoscere alla nostra Amministrazione lo sforzo fatto per cercare di non intaccare i servizi fondamentali e nello stesso tempo di mettere ordine nei conti per evitare conseguenze ben più disastrose, come ad esempio un devastante Commissariamento, scelleratamente tanto acclamato da parte di alcuni: soluzione semplice solo per chi non ha il coraggio di prendersi la responsabilità di fare di meglio e con un faticoso lavoro salvare una filiera di servizi che siamo abituati a dare per scontati, ma che, ci basti guardare ad altre realtà, tali non sono e che con quell’ipotesi rimarrebbero solo un bel sogno.
Il DUP, come indica l’acronimo, è un documento di programmazione nel quale penso però si debba cercare di andare oltre l’ingenza, per cercare di fissare i principi e la direzione ideale rispetto alle sensibilità politiche che non solo ci appartengono, ma che qui rappresentiamo.
Vorrei concentrarmi su alcuni temi che sento essere cari, oltre che a me, per numerosi concittadini. Spesso mi viene chiesto di impegnare tempo e risorse con carattere prioritario su temi precisi e che suscitano grande attenzione ed interesse, nonché una comprensibile preoccupazione stante la situazione attuale. Se è giusto precisare che questa è stata ereditata dall’attuale Amministrazione, lo è altrettanto rispondere a chi ci chiede di insistere per migliorare ed equilibrare alcune situazioni e sinceramente non posso che condividere lo spirito di tale sprone. Ci sono alcuni temi ricorrenti che mi vengono riportati .
È evidente quanto sia profondo e palpabile il desiderio di poter almeno marciare in direzione ideale, rispetto ad un futuro coerente con l’idea di pluralità, modernità, giustizia sociale e valorizzazione del patrimonio pubblico.
Uno dei temi più sentiti e discussi è quello inerente l’edilizia scolastica.
Va ammesso che nel nostro Comune si pagano i diversi anni di mancanza di manutenzione, ma ciò non toglie che deve essere ritenuto indiscutibile il dovere da parte delle Amministrazioni (nel limite delle proprie competenze), di garantire una Scuola Pubblica in grado di offrire ambienti sicuri, funzionali ed accoglienti per i bambini, studenti ed operatori.
Diventa quindi un tema prioritario investire tutte le risorse possibili per recuperare questo gap con uno standard che, questo è piuttosto evidente, non ha ancora raggiunto, o peggio, ha perduto per incuria e mancata programmazione, i requisiti minimi in molte situazioni.
Sono felice di poter testimoniare in prima persona dei tanti lavori effettuati nei mesi scorsi, come la manutenzione alle caldaie e agli impianti di riscaldamento, il rifacimento o la sistemazione di alcune coperture dei tetti, ma credo che questo capitolo di spesa debba vedere sempre numeri in crescita per poter ambire a migliorare la situazione scolastica, investendo e progettando sul futuro.
La tragiche e sempre più frequenti notizie legate agli eventi sismici nel nostro paese, ci impongono di lavorare al massimo anche sulla necessità di impostare interventi antisismici sulle strutture scolastiche: la prevenzione rimane l’unico sistema per evitare tragedie. Solo attraverso un’attenta programmazione che tenda a procedere, magari a piccoli, ma costanti e decisi passi in questa direzione, permetterà di attuare questo tipo di interventi anche sulle scuole sassolesi, così da migliorare la qualità generale e le caratteristiche antisismiche di tutta l’edilizia scolastica pubblica.
Sempre in tema Scuola ma spostandoci sulla proposta formativa e di servizi, ritengo sia necessario rimarcare e perseguire un concetto fondamentale, per evitare dispersione di un patrimonio che ci ha portato ad essere all’avanguardia nell’offerta sotto questi profili: ritengo doveroso e non negoziabile il dovere di trovare il modo per mantenere su elevati livelli i servizi scolastici comunali, per fa sì che le famiglie trovino sempre risposte all’altezza della nostra storia e delle legittime aspettative sull’offerta scolastica pubblica. La funzione educativa e di servizio deve rimanere in capo al comune: credo quindi si debba sentire la responsabilità di lavorare affinché in nessun modo un bene così prezioso e indispensabile per un futuro equo, corra il rischio di essere gestita dal mercato. L’istruzione non è una merce, ma il nostro futuro e non può essere delegata ad esterni solo per motivi di convenienza del momento, ma che nel futuro potremmo pagare caro in termini di equità sociale.
Altro capitolo di grande attualità nelle discussioni in cui vengo coinvolto è quello sul trasporto pubblico e il diritto alla mobilità.
Incentivare ulteriormente lo sviluppo di una rete efficiente e confortevole, penso sia un dovere per non impedire a nessuno di spostarsi liberamente e con costi accessibili a tutti.
La nostra città ha comunque dimensioni tali per cui una politica d’investimenti sia in termini di progettazione, che di risorse sulla mobilità dolce, unitamente ad un’incentivazione culturale, può portare benefici notevoli per la salute pubblica, la qualità della vita e la valorizzazione di molte zone; in primis per un centro storico troppo spesso reso poco appetibile a molte famiglie e cittadini, a causa di spazi poco confortevoli e sacrificati anche esteticamente, con la truce e aberrante declinazione a parcheggio di aree che andrebbero finalmente valorizzate, dando sfogo alle loro enormi potenzialità commerciali, estetiche, turistiche e di vivibilità.
Investire risorse in questo senso non può che portare benefici al commercio e alla cittadinanza.
Ricollegandomi alla qualità della vita e della salute pubblica, vorrei affermare con forza che le aree verdi, i parchi e gli spazi dediti allo svago non possono essere visti come un peso e un costo per una società che mira a vivere la propria città, anziché subirla. In tal senso mi hanno veramente preoccupato i ragionamenti fatti a proposito del verde in occasione della discussione su Cisa/Cerdisa.
Gli estensi scelsero Sassuolo per costruire la propria residenza per le vacanze (il nostro meraviglioso Palazzo Ducale), per la bellezza dei luoghi in cui la nostra città è immersa. Purtroppo per troppo tempo abbiamo sacrificato le bellezze naturali che a volte abbiamo deturpato. Credo che vada perseguita con costanza e senza timori la volontà di investire sul verde e sui luoghi di aggregazione all’aperto in una città profondamente e in alcune zone eccessivamente urbanizzata, che necessita di polmoni in cui cittadini e famiglie possano fare sport, vivere momenti di relax e tempo libero.
I tanto sospirati, finalmente avviati e quasi conclusi lavori per una nuova illuminazione del parco ducale sono un successo indiscutibile: spero che le nuove strutture illuminino oltre che le nostre passeggiate, anche la consapevolezza che le risorse per rendere fruibile e più bello ciò che abbiamo, saranno ripagate con gl’interessi in qualità della vita.
In tal senso concludo ringraziando le numerose associazioni volontarie che sostengono l’Amministrazione nella tutela di questi presidi e che contribuiscono quindi a migliorarci la vita.

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