Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio XLIII (VIII – II) – 30 XI 2016

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È da questa mattina che rimbalzo qua e là come una pallina da flipper (ammetto di aver pensato a quella da ping-pong, ma a causa del peso il paragone non avrebbe retto).

Mai come questo mercoledì, non vedevo proprio l’ora di essere qui a bancone, con una buona birra e tanta musica pronta ad allietare le due ore settimanali in compagnia degli avventori del Bar Snob: fisicamente presenti o da casa scriventi.

Un unico cruccio mi ha appesantito l’attesa e devo dire che ancor ora non mi molla, visto che lo spettro è ben lungi dall’esser scongiurato: la speranza che questa sera non venisse nessuno a rompermi i coglioni.

Non che non voglia nessuno, sia chiaro, anzi, il contrario…ma questa sera pretenderei solo gente desiderosa di allietarmi, magari con due barzellette sconce e un po’ di argomenti perspicaci.

Perché ci sono delle volte in cui proprio senti di non meritartelo e questa sera è una di quelle volte.

Il guaio è che la vita non è sempre giusta e la meritocrazia sembra proprio un’opinione a queste latitudini, quindi, continuo a sperarci, ma rimango con l’occhio vigile.

Onestamente non so nemmeno come reagirei. Mi rendo conto che detta così ai più vigliacchetti di voi, può suonare come istigazione a provarci; una provocazione bella e buona, ma in realtà non è questo il mio intento: parlo seriamente.

Quante volte vi siete detti: se capitasse a me farei questo e quello, spaccherei su e legnerei giù…ma, poi, al netto della sborronaggine di cui ognuno di noi serba in corpo almeno qualche stilla, cosa sareste veramente capaci di fare?

Io il più delle volte e per fortuna, faccio meno della metà di quello che sbraito nell’iracondo sfogo alle avversità. Certo non faccio una gran figura, lo so, ma alla fine combino anche meno danni di quelli insiti nelle bellicose promesse catapultate a decibel abbondanti e sputacchianti!

Questa mania di millantare minacce è però ormai sfuggita di mano, mi pare, e troppo spesso non si limita a quattro fulmini a ciel sereno tirati verso gli astri, ma sempre grazie ai famigerati social, per usare un termine a tono, è diventata robiglia virale; fissata nero su bianco, dunque senza nemmeno l’esigua speranza di poter passare come, “scappata nell’impeto del momento”…insomma, dai, “lo ha detto, ma non lo pensava davvero”.

La sborronaggine si moltiplica nelle mani dei draghi da tastiera e si infrange spesso nel ridicolo, nello sciatto. Qualche volta fa male, molto male e a quel punto verrebbe proprio la voglia di prenderli ‘sti tipi e…ecco, vedete? Ci risiamo.

…e cosa? Che poi passi anche dalla parte del torto, anche se, sempre stando alle ultime, non pare nemmeno più essere contemplata come opzione possibile; che una volta nessuno lo voleva, oramai è acclarato che proprio non esiste: il torto! Quello degli altri, certo, ma non per loro e allora è un cane che si morde la coda ed io non ci capisco più niente, ma spero di essermi spiegato.

Fermarsi, dicevo; smetterla di rimbalzare, quantomeno.

Va beh, mi faccio un sorso di birra, metto la prima canzone e speriamo che mi vada bene.

Speriamo che nessuno, questa sera in particolare, mi venga a rompere i coglioni, ma che in molti mi vorrete rendere ciò che merito: una serata piacevole!

Siate le mie Geishe per una volta: ne ho bisogno e me lo merito davvero, fidatevi!

SCALETTA



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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