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Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio XLII (VII-II) – 23 XI 2016

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Un tempo la gente moriva un po’ tutta della stessa malattia.

Mi riferisco a quando la scienza non aveva ancora scoperto che il problema delle patologie più fetenti e letali erano spesso microrganismi talmente micro che non si potevano vedere, ma che qualcuno si ostinava solo ad immaginare e qualche volta a calcolare.

Poi dopo un po’ l’immaginazione e gli strampalati calcoli si sono potuti concretizzare, perché poi questi fetentoni dei microrganismi si sono potuti vedere scorrazzare fra fluidi organici vari. Il tutto grazie alla tecnologia che ha offerto il modo di smascherarli.

Insomma, fino a lì la gente moriva un po’ tutta della stessa malattia; per comodità della scienza. Non è che si stesse a sottilizzare su quale fosse realmente la causa. Peste, morte nera, febbre gialla, brutto male. Giusto qualche distinzione, forse più utile a coloro che dovevano vantarsi della qualifica di medico per darsi un ulteriore tono, che non per vera consapevolezza.

Insomma si moriva e in fin dei conti che bisogno c’era di darsi delle spiegazioni in più: la vita prevede la morte e non bisogna disperarsi, che la vita terrena è solo un passaggio insignificante rispetto all’eternità nella quale poi, fidatevi, ritroverete i vostri bimbi, i vostri genitori e tutti i vostri cari. Qualsiasi sia ciò che li ha fatti schiattare.

Non è che ci fosse da discutere oltre. Anzi, la cosa era piuttosto sconveniente! Più saggio passare oltre, facendosi bastare la prospettiva caldamente suggerita, sperando di non ammalarsi; che i dottori costano e spesso, sollecitati a rispettare il volere popolare e tradizionale, mica si sbattevano poi troppo per contraddire chi era pronto a sterilizzare in piazza loro, con le loro idee, che qualcuno magari poteva trovare eretiche.

L’impotenza spiegata con la superstizione e con l’inattaccabile, indiscutibile vita basata su dogmi. Crepa e non farti troppi problemi sui perché, se non vuoi che arrivi Savonarola ad anticipare Virus e Batteri!

Poi per fortuna, irriducibili mazucconi carbonai, aiutati anche da qualche cannonata transalpina (che nel calcio si fottano, ma in quanto alle cannonate dell’illuminismo, li si abbia in gloria), si è capito che c’era dell’opportunità nel capire il perché si schiattava e quindi evitarlo, o quantomeno provarci…magari solo lavandosi le mani o rinunciando a bere dalle pozzanghere dove era appena passato ad abbeverarsi un animale (simpatico e amato o meno che fosse). E Così hanno tolto di mano l’accendino a chi anche oggi non pare si farebbe troppi scrupoli ad utilizzarlo.

Dunque oggi non si crepa più di malattie che un tempo mietevano vittime a go go! Alimentazione sana, medicine, vaccini ed igiene! A volerla dire tutta sarebbe più corretto affermare che la possibilità ci sarebbe, ma a causa di quella mentale, d’igiene intendo, qualche problemuccio torna ad esserci in proposito.

Ora ciò che non si vede e che raccoglie un po’ tutti quelli che dimostrano di non essere proprio lindi nelle sinapsi, lo chiamano stress. Qualcuno addirittura lo spaccia per diritto al libero pensiero…alla democrazia.

Non so se esiste o se mai esisterà mai la tecnologia per farci vedere lo stress zompettare fra i neuroni, rendendo evidente che questo vigliacco in realtà vive di trasformismo e può avere parecchie facce e numerose differenze. Anche se tanto ormai pare che non basti dimostrare, anzi che nulla sia dimostrabile: tutto inquinato, tutto artefatto; per qualcuno, qualcosa, o solo per dispetto…molto meglio vivere secondo il buon senso e poco importa se ciò implica uccidere i propri figli col morbillo.

Altro che meningite, LO STRESS…

Oh! È proprio una brutta bestia ‘sto stress…

SCALETTA PEZZI

 



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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