Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio XXXIX (IV-II) – 02 XI 2016

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Un fine settimana lungo, pieno di sole, colori e tanto tempo per fare le cose che preferisco: moto, montagna, birra, musica, tigelle, cinema, compagnia, spigozzi. Dovrei sentirmi in colpa perché nel frattempo c’era chi passava e purtroppo si trovava in mezzo all’inferno? Mi spiace, non sono fatto così. Il senso di colpa è una di quelle cose che attanaglia la nostra cultura e che lo ammetto, qualche volta prova e riesce ad incunearsi sotto pelle e la domanda mi viene da farmela: ma non sarà fuori luogo? Per fortuna mi dico no, mentre già sono sulla via del fare ciò che amo.

Purtroppo, però, pare che senza non si riesca a stare e quindi, guai, sfoggiare un sorriso o una faccia serena, condividere le esperienze con un amico al bar, che pronto il moralizzatore ti ascolta e senza nemmeno presentarsi ti chiede se per caso non ti vergogni a stare così bene, mentre c’è chi in quel momento soffre. Come se cambiasse qualcosa. Che allora, avrebbe senso. Ma da stare al bancone a crucciarsi per le sfortune altrui e sentirle dentro, ma non rinunciare alla fortuna di stare bene, mi spiegate che differenza fa per gli altrui?

Una roba che non si può sentire se ci si pensa bene, che però, vi sfido, fa vacillare anche voi. Vi fa appoggiare il bicchiere di vino buono o perdere in un attimo il gusto di quella “non indispensabile” gioia che vi stavate godendo.

Il senso di colpa, l’incazzo perenne per qualcosa che non va bene, vicino o lontano da noi ed ecco che spunta il premio: il sentirsi in diritto di stare più in alto, perché empatici, sensibili, presenti…mica come sciatti e immorali gozzovigliatori. Una medaglietta costruita sullo stare sempre male. Che non si fa, non si dice, non sta bene. Un ricatto morale, una furbata…

Retaggio carogna appioppato ormai da secoli e nei secoli, da chi sa che nello stare bene fiorisce la libertà ed ha interesse a che questo senso di benessere non cresca, anzi! Che nella necessità sta il successo di chi offre la soluzione. Per rendersi indispensabile, quando invece non è altro che un cane che si morde la coda.

La morale…che stronzata vigliacca. Schiodate il culo dal divano e rendetevi utili, almeno a voi stessi.

SCALETTA PEZZI



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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