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Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio XXXVIII (III-II) – 26 X 2016

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Credo proprio che questa settimana si sia rotto definitivamente il già esile filo che ancora ci teneva ancorati ad una storia, ad una cultura, alla quale contro ogni evidenza e a dirla tutta contro una basilare saggezza, ho preferito non smettere di guardare come appiglio sul passato, proiettato a dar speranza al futuro. Faccio fatica ora a rinnovare in me questo desiderio di bicchiere mezzo pieno a sperare. Ma so anche che devo trovare la forza, perché altrimenti diventa un gran casino…ma dove?

A volte il caso può essere almeno un minimo indirizzato e questa settimana ho portato a spasso il mio su documentari che parlavano della prima guerra mondiale, film ambientati nello spietato ed inumano fanatismo Nazista dei primi anni ’40, discussioni, letture, che portavano alla luce stracci, miseria, sofferenza inaudita, gratuita; nata dall’idiozia, dall’avidità e dalla devastazione interiore dell’uomo. Poi per fortuna il documentario giungeva ai titoli di coda, l’ultima pagina del libro si chiudeva e con la fine di essi arrivava un immancabile sospiro di sollievo: fortuna che non è toccato a me, ai miei bambini, ai miei amici.

Poi passa un servizio su un TG o un programma di approfondimento, almeno così li chiamano, che d’abitudine non guardo più da un bel po’, anzi schivo come la peste di manzoniana memoria, ma qualche volta, mio malgrado, mi capita ancora d’imbattermi per qualche attimo prima che si abbia il tempo di caricare Netflix se la connessione fa dannare…ancora stracci, miseria, sofferenza inaudita, gratuita, bambini martirizzati dalla stupidità di cui sopra. Ripudiati, con disgustosa indifferenza, fatalismo e contro la più istintiva tendenza allo spirito di conservazione della specie. Siamo mutati e mentre decapitiamo il futuro ci sbrachiamo, detonando in reazioni sproporzionate: vigliacche, inumane, sporche più dei cenci di quei disgraziati in fuga, nere come le anime di chi le compie. Commenti e affermazioni buone per vincere i voti degli idioti, come quelli mitragliati a macchinetta nei confronti televisivi nella melma puzzolente di quella pozzanghera che è il talk del martedì; come lotte fra galletti e che allontanano dall’unica domanda vera: cosa siamo diventati? Cosa siamo tornati a fare? Perché questo non è un film, ma l’attualità. Uno strappo con quello che qualcuno dice di voler difendere: la cultura italiana.

Devo sperare il contrario, ma a me pare irrimediabile, impossibile rammendare. Spero di sbagliarmi.

SCALETTA PEZZI



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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