Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


La Ragazza del meteo

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Mercoledì scorso, in occasione della prima puntata della stagione II del Bar Snob su Radio Antenna 1, c’è stato chi, firmandosi con l’accattivante pseudonimo “La Ragazza del Meteo”, si è preso la briga di scrivere un lungo commento che ho letto in diretta, ma che credo meriti di trovare spazio, per essere meglio capito e interpretato, anche nella sua forma originale, scritta.

Ci sono spunti di riflessione e idee. Visto che invito tutti a schiodare il culo dal divano, mi pare il minimo dare il massimo della visibilità a chi si prende la briga di farlo, seppur, forse, solo metaforicamente, perché magari queste parole le ha scritte proprio sprondondata/o (ssull’effettivo sesso della Ragazza del Meteo, i cospirazionisti hanno già acceso la spia!) sul divano di casa sua.

Grazie, dunque a lei/lui per il contributo.

Ecco dunque il testo integrale che ho ricevuto, letto in diretta e che ci tengo a proporvi:

“Meteo. Domani soleggiato, salvo locali foschie. Peggiora la sera. Peggiora sempre la sera, no? Nebbia in pianura. Neve ad alta quota. Anche se poi magari cambiamo idea, solo che giri il vento.

Capita a volte di fare cose al di fuori del proprio prato, quello spingersi un po’ più in là che a noi maniaci del controllo destabilizza, solo che essendo un maniaco del controllo non vuoi che qualcuno se ne accorga quindi cerchi di controllare la perdita di controllo e ne esce un casino. Comunque, a volte seguendo un’intuizione, un desiderio, una voce interiore o anche solo l’umore del giorno si fanno cose senza pensare alle conseguenze. Il mio calendario oggi mi ha detto “se devi fare una cosa sbagliata, falla con la persona giusta” e io l’ho fatta, sono uscita dal giardino. Immediatamente dopo è partita l’angoscia da “attesa del giudizio”, quella che ti accompagna dal primo giorno di scuola fino all’apocalisse.
Non sopporto di essere giudicata, come tutti, ma più di tutto non sopporto quando mi indorano la pillola.

Non sopporto la gentilezza di circostanza. Davvero, o sei gentile o non lo sei. Ti sforzi di essere carino per non ferire i sentimenti di qualcuno senza renderti conto che, se quel qualcuno non è uno sconosciuto, si renderà conto di quello che stai facendo. Dai, nessuno vuole essere compatito, ok, qualcuno sì, ma non stiamo prendendo in considerazione depressi seriali bisognosi di attenzioni, parliamo di gente mediamente depressa, un po’ provata dalla vita, incastrata in una routine vagamente soddisfacente, parliamo della media, insomma. Quindi tu sei gentile, quando l’unica cosa che dovresti dire è ”sinceramente: no”, e questo non significa voler bene, dire “no” è voler bene, è evitare che qualcun altro speculi sul tuo essere patetico.
Viviamo formulando scuse, ma che noia. Facciamo tanto i puri e poi non abbiamo il coraggio di dire quello che pensiamo nemmeno quando ci viene chiesto esplicitamente, però se c’è da infierire su qualcuno al di fuori della sfera emotiva non ci tiriamo indietro. La cosa complicata è essere sinceri con chi conosciamo e a cui, magari, esageriamo, vogliamo pure bene, non con chi abbiamo incrociato per caso e che non rivedremo mai più.
La carineria di circostanza è accanimento terapeutico, preferisco l’eutanasia dell’emozione. Se il nostro rapporto non è in grado di sopportare un “no” o un “non mi piace” diamoci un taglio, non portiamo avanti una farsa che comporterà occasioni in cui mi dovrò sforzare di sorriderti.  Dai, ho le spalle larghe, dammi il mio “no” e spostati, se vado in terra devi essere consapevole di avermici mandato tu.

Quindi non è il positivo o il negativo a fare la differenza, il sì o il no, è il “però” che ci attaccate dopo per sistemarvi la coscienza a fare schifo.

Comunque, dicono che domani cambia il tempo, vediamo come gira il vento, a cambiare idea sembra che si faccia sempre in tempo.

LA RAGAZZA DEL METEO”



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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