Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


L’attimo prima

Io non l’ho mai capito bene il Ferragosto, soprattutto gli auguri…mah, devo essere proprio un orso fuori di testa, ma è così. Lo so cos’è e cosa significa, ma proprio mi vien da dire che non abbia senso una festa in mezzo alle ferie o alla vacanze. Ma si sa, durante l’anno ci sono degli “spartitempo”, dei punti fermi comuni, che dividono i periodi dell’anno e Ferragosto lo vedo, per molti, come uno di questi. Per me no.

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Nonostante questo, questa mattina non ho potuto che benedirlo, perché a Ferragosto, se non abiti in una località turistica, non c’è quasi nessuno per strada: e quale occasione migliore per una mini zingarata in moto!!!

L’aria è fresca, ma il sole è di quelli che spaccano le pietre, anche se non sono ancora le 10 del mattino. Fra poco ci troveremo con altre famiglie e tanti bambini a gozzovigliare fra griglie, birre e tuffi. Ho solo un’ora e non mi resta che scappare veloce verso la campagna.

Esco rapido da Piastrella Valley, infilandomi in stradelli sempre più stretti e sperduti, dai nomi fantasiosi e dominati dal giallo del granoturco…ops… “dal Furmintoun”, che contrasta con l’azzurro intenso del cielo terso. Scorro lentamente quelli che un tempo erano carraie che dividevano i vari poderi e per rispettare le antiche suddivisioni, anche oggi ti trovi queste sterzate a 90 gradi, secche e apparentemente inutili, una a sinistra, poche decine di metri, un’altra a destra. Zig, zag.

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Procedo piano con la visiera alzata. Solo qualche ciclista e alcuni passeggiatori con cane che mi guardano curiosi. Sono io l’intruso. Freno secco per non investire una gallina che spericolata e dissennata si lancia in mezzo alla carreggiata proprio mentre mi azzardo ad ingranare la quarta.

Il sole sale e scalda dall’alto, mentre i due cilindri sotto la sella arroventano dal basso. Mi fermo un attimo prima che il contachilometri arrivi a 1000. Mi fermo in un dritto che punta verso l’Appennino, là in fondo ad interrompere la costanza della pianura, faccio una foto di rito. L’attimo prima è sempre quello più carico di aspettative. Poi non succede nulla. Prima 1000, poi 1001  una volta a casa 1015. Non mi sono allontanato di molto, ma a mio modo mi son goduto la desolazione del Ferragosto.

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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