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Più che altro per non dimenticar(Si)


Stranger Things

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C’è stato un periodo degli anni ’90 in cui il nome di Winona Ryder ricorreva spasmodicamente, grazie ad alcune importanti partecipazioni ed interpretazioni, rimaste negli annali di Hollywood: da quella nella pellicola ormai cult “Edward mani di Forbice“, fino ad “Alien – La clonazione“, passando in quel decennio sotto la direzione di registi del calibro di Tim Burton, Francis Ford Coppola, Woody Allen.

Onestamente però di lei mi ricordo pochino, se non che piaceva a tutti noi e che i Primus le dedicarono una canzone  , fra l’altro con uno dei brani rimasti rimasti fra i più celebri di Claypool e soci. Poi di lei si persero le tracce, anche perché all’alba del nuovo millennio incappò in un periodo di autocensura, pare imposta per curarsi dalla cleptomania che le costò anche una condanna. Se si esclude quindi il momento in cui uscì Sea Change  di Beck, di lei non ho proprio nulla di nulla (il disco dalle atmosfere malinconiche si raccontava fosse stato ispirato con queste tinte, dalla fine della storia che il musicista americano aveva con l’attrice).

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Per questo ci ho messo un po’ a capire che era lei, perché poi come dicevo ad un’amica qualche giorno fa sono un tipo audio, mica tanto iconoclasta, come si potrà intuire anche dagli svolazzi appena qui sopra…a dire il vero ho detto “ah, cazzo, ecco chi è” solo quando ho letto il suo nome nei titoli di testa.

Non ho mai avuto troppa confidenza con il fantasy, la fantascienza e i mostri mi fanno molta paura, quindi appena si comincia con questi quattro monelli intenti in un gioco da tavolo di quelli che quando mio fratello coi suoi amici ci perdeva delle ore, io mi chiedevo “ma drogarsi come tutti gli altri, no?”.

Molto rema contro…anche se quei giudizi di amici “affidabili”, che entusiasticamente scrivono di aver ingurgitato la prima stagione di “Stranger Things” in un sol boccone e l’ambientazione fine anni ’70 che mi ci fa ovviamente sentire un po’ dentro: mi scappano a ripetizione dei “quella maglietta l’avevo anch’io!”, o  “quella bici è uguale a quella del mio vicino di casa di allora!” e via discorrendo. Poi, non mi ricordo già più chi prima, chi poi, arrivano i Clash ed il Demogorgone in rapida successione…insomma in men che non si dica ci sono dentro fino al collo.

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Otto puntate che anche per me volano via in pochi giorni. Furbini i Duffer Brothers, che vengono a sfurdigare (traduzione per i non emiliani “stuzzicare”) in maniera piuttosto diretta la nostalgia ed i ricordi di noi bimbi/ragazzi di fine ’70, inizio ’80, con continue citazioni ai cult del periodo, come ET, La Storia Infinita, The Goonies e chi più ne ha più ne metta. Ci sono i cattivi, i buoni e quelli che non si capisce. Mostri ed incubi. Fantasia e fantascienza. Ma non è solo una questione di citazioni, quanto più di atmosfere. È noto ai più che io non sia un esperto di regia e tecnica cinematografica, ma pare piuttosto evidente che l’effetto “primo Spielberg” sia assolutamente ricercato, come gli effetti speciali a volte un po’ pacchiani e, per l’appunto, molto plasticosi…già, anni ’80.

Ok, d’ora in poi, per chi non l’ha vista forse è meglio fermarsi nella lettura! Diciamo che a voi posso solo consigliare di provarci, anche se come me non avete mai potuto compatire Dungeon & Dragons. Avvisati!

Sicuri di voler andare avanti a leggere?

Va beh…

Purtroppo negli ultimi episodi la brillantezza della reinterpretazione del genere ideata in maniera comunque fresca ed originale, cede un po’ alla banalità. Il finale si intuisce fin dal penultimo episodio e la suspense cala vertiginosamente, proprio quando forse sarebbe stato il momento migliore per incrementarla e dare la mazzata da standing ovation, e farci tutti saltare in aria dall’ansia. Sono finiti i soldi e si deve correre verso la fine? Si ha smania di arrivare al sequel, che anche ad un poco esperto come me, risulta evidentemente lanciato…giù per lo scarico di un lavandino in maniera esplicita, quanto viscida, poi da un breve rapimento consenziente e dal cibo ed un sacchetto di (precisi) biscotti lasciati in un posto riparato ai bordi di un (preciso) bosco?

Io aspetto di tornare nella provincia americana, fra misteri e terrore…e mi sa di non essere il solo: che il botto non sia solo stato rimandato? Sperarci è il minimo!

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Una risposta a “Stranger Things”

  1. […] Lo scorso anno, quando mi lanciai nella visione della prima stagione di questa che è certamente una delle serie più acclamate degli ultimi anni, lo feci con molte riserve, anche perché il genere non rientra in quelli che ritenevo da me prediletti. Poi, però mi dovetti ricredere e, nonostante, giunto alla seconda metà degli otto episodi della Stagione 1, rimasi leggermente deluso, ero assolutamente impaziente, come se mi aspettassi che il bello dovesse ancora venire e il rallentamento era stato solo un prendere la rincorsa per il salto definitivo nell’irresistibile. A testimonianza quanto scrissi allora, che potete trovare qui. […]

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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