Ieri sera, poco prima di cena mentre mi preparavo alla diretta N° 30 del Bar Snob, spulciavo online le ultime curiosità che eventualmente mi potevano far comodo per le discussioni on air. Velocemente fra un lego, un capriccio e una cena rapinata, mi sono imbattuto per l’ennesima volta in uno dei tanti post dispregiativi su un uomo politico. Un uomo politico che come tale non mi entusiasma, anzi, col quale ho parecchie divergenze, soprattutto nel metodo e nello stile. Devo ammetterlo, per quel che conta, anche a pelle non riesco a provare una gran simpatia per lui…sarà forse per colpa di quell’accento che, a dispetto del luogo comune nel quale spesso incappo parlando con le persone, proprio non sa fare a meno che suscitarmi antipatia…quasi sempre.
Non lo conosco di persona, anche se una volta m’è capitato di scambiarci una battuta fugacissima e di riceverne in cambio una poderosa pacca sulle spalle. Chissà, magari, se potessi approfondire potrei cambiare idea, ma chiaramente uno fa poi con quello che ha.
Oltre alle critiche, legittime e a tratti perfino condivisibili sul politico in questione, in questo post si calcava molto la mano nel deprecare la persona bersagliata fin dal nome, additandolo con nomignoli a dir poco antipatici e con il chiaro intento di prendere in giro, umiliare fin dalle generalità l’avversario politico.
Bullismo, non so dare altro nome a questo fenomeno ormai sdoganato in maniera disastrosa e deprimente. Bullismo bello e buono. Perché prendere in giro qualcuno privandolo del proprio nome, magari rifacendosi a caratteristiche fisiche salienti (basso, alto, grasso, magro, brutto, bello e via discorrendo) è una vigliaccata. Da bulli. Anche fra amici bisogna andare cauti e non eccedere troppo in questo senso.
Questa cosa proprio non la riesco a reggere fin da quando ero piccolo e le poche volte che m’è scappato di comportarmi così, anche se senza intento di ferire, poi mi sono vergognato come un cane di me stesso: giustamente. Se si deve criticare una persona, anche duramente, penso lo si debba fare nel merito di ciò che fa e non fa, non per com’è o come non è. Il fatto che la politica abbia preso questa deleteria abitudine mi pare una delle caratteristiche più disarmanti del fallimento in cui ormai è evidente si sia andata a cacciare. Non tutto e tutti sono perduti, ma se per avere consenso bisogna sfottere, vessare, denigrare…bulleggiare, credo proprio che siamo tutti quanti nei guai.
Istintivamente mi sono quindi sentito di solidarizzare con questo uomo politico ed è aumentata in me l’antipatia già solida per la compagine avversaria che, da quel che ho potuto vedere, ha fin dal leader maximo il desiderio di deridere, prendere in giro e bulleggiare gli avversari. Disgustoso, deprecabile modo di approcciare al rapporto con gli altri, anche con i più acerrimi nemici. Questione di stile e di buona educazione. Per quanto mi riguarda lo diviene già al bar o in piazza, allo stadio e in casa, figuriamoci in Consiglio Comunale o in Parlamento.
Credo che solo la satira abbia qualche licenza in merito. Anche se poi lo ammetto: le battute che si avventurano in questo senso, difficilmente mi divertono e mi fanno sorridere. Ma qui si parla di politica e se la politica vuole fare satira non ci siamo.
In realtà è semplicemente bullismo, mi ripeto, di chi non s’accontenta di criticare ed attaccare: vuole sottomettere, schiacciare, annichilire. Ed io, come accennavo sopra, ho l’istinto a prendere le parti del bullizzato e in questo senso, per l’appunto, mi è venuto da dire che era assolutamente vergognoso il modo in cui veniva trattato quest’uomo politico. Quasi, quasi mi veniva da difenderlo nonostante la poca simpatia sopra descritta e addirittura da gridare a tutti che nonostante tutto era centomila volte meglio di coloro che lo attaccavano in maniera così becera e sistematicamente volgare.
Poi, poche ore dopo, quest’uomo politico, con una sola battuta, alla televisione, ha bullizzato me ed altre centinaia, probabilmente migliaia di persone, promettendo fuoco e fiamme…anzi: lanciafiamme. Le prometteva a tutti quelli che dimostrano poca simpatia nei suoi confronti e delle sue idee.
Ci sono sere in cui si va a letto senza sapere più da che parte guardare, sperando al mattino di avere gli occhi più riposati, la mente più lucida e la speranza di trovare ancora chi abbia voglia di lottare, ma senza prepotenza, riuscendo a parlare ed ascoltare, capire i propri limiti, ammettere almeno una parte dei propri sbagli e che soprattutto riesca a sfuggire alla vigliacca mania di bullizzare, scaricando sempre e solo sugli altri la colpa di tutto: solo perché più “grosso”, potente e dunque nella posizione di farlo, il bullo. Ora…
E peggio sono tutti i mediocri burattini che s’intruppano dietro le spalle del bullo, di qualsivoglia fazione si renda capitano, a volte fanculizzando quanto spergiurato il giorno prima, in nome della vittoria (di cosa?), pronti ad azzannare in branco, perchè soli son sovente pidocchiosi smidollati. Scene che riportano alla mente la vigliaccheria viscida tipica di squadre di persone che di scuro abbigliate, discutevano cinque contro uno, estorcendo la ragione a furor di bastonate.

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