Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Morire non monda…ma basta

Sono giorni che, seppur distrattamente per carenza di tempo e ammetto, anche di pazienza, seguo i commenti e le diatribe nate dopo la tragica scomparsa dell’esponente leghista Buonanno. La cosa di per sé non è sana e lo immaginavo ancor prima di imbattermi nel barbaro botta e risposta che specie sui social network tiene banco fin da pochi istanti dopo che la notizia è stata resa pubblica.

Credo sia superfluo (e lo è, quindi la taglio cortissima), ammettere che non ho mai nutrito simpatia per le posizioni e gli atteggiamenti di Buonanno, così come molte delle persone con cui spesso condivido idee e visioni politiche, ma con questi ultimi questa volta vorrei fare un po’ i conti.

Non sono fra quelli che liquida queste situazioni in maniera pietosa e tradizionalmente piatta con il classico “i morti non si toccano”, perché di per sé non sono d’accordo su questo aspetto, almeno per come viene presentato tipicamente, quindi come un atto dovuto e di compassione spesso ipocrita e fasullo. Senso di colpa? Paura dei fantasmi? Terrore di quello che diranno di noi da morti? Superstizione? …

…COSA?!?

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No, non credo in tutte queste tribali stupidaggini o in questo fiacco senso del pudore e penso che il problema sia un altro. Credo infatti e mi vien da dire banalmente, che non serva a nulla ribadire quanto uno fosse stronzo in vita, come poco serva ricordare quanto fosse buono. Quantomeno non in prossimità della sua dipartita. In queste situazioni prendere posizione è talemente superfluo sia in un senso che in un altro da rasentare il celeberrimo esempio della gelateria al polo nord. A volte poi diventa dannoso, perché scatena una comprensibile, quanto paritariamente stupida reazione. Il classico cane che si morda la coda, giusto per rimanere sui modi di dire.

Amici progressisti o antileghisti: quante volte avete ribadito le vostre distanze politiche e culturali da questa persona? Io molte, anche se non violentemente come ho letto in questi giorni sulle bacheche Facebook di alcuni conoscenti ed amici. Serviva veramente farlo di nuovo, ma soprattutto, ora? O era meglio rispettare il dolore del lutto per una famiglia o anche semplicemente dei simpatizzanti? Davvero siamo arrivati a liberalizzare l’odio fino a questo punto? Ma se ce la prendevamo con lui e continuiamo (giustamente) a farlo con i suoi seguaci e colleghi, proprio perché lo accusavamo di fomentare l’odio! Questo, perdonatemi, mi pare un cortocircuito bello e buono! Insomma, per una volta stare zitti sarebbe stata la cosa migliore: che tanto l’avevate già detto e non cambiava niente. Insensibilità, stupidità, superficialità e purtroppo in qualche caso anche sciacallaggio: ecco cosa ho letto con amarezza in molti commenti di persone che normalmente stimo o apprezzo, ma che in questo caso mi hanno fatto veramente girare dall’altra parte per la vergogna.

Se è vero che morire non monda delle nefandezze commesse in vita, è anche vero che basta a mettervi fine, almeno come influenza diretta: il resto è danno fatto. Non c’è bisogno di accanirsi sulla memoria e seppur indirettamente, ma se ci pensate, vigliaccamente e pesantemente su chi ancora in vita non ne è responsabile, anche se quella sfortunata persona era suo padre.

Sulle reazioni: beh…purtroppo ci sono schieramenti politici che sull’odio e sulla violenza fondano le proprie basi e queste persone non mi piaceranno mai: nemmeno da morte. Ma non li odio e credo che sia l’unica cosa che possa infastidirli.

Infierire ora non serviva a nulla, se non a liberare odio e purtroppo è quello che è successo: proprio quello che dichiarate continuamente di voler combattere, quindi smentendovi alla prima occasione utile.



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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