Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Aggressività ed inettitudine

Vicino a dove lavoro c’è un incrocio in cui lo STOP non viene rispettato. Essendo io quello che dovrebbe beneficiarne nel mio tragitto d’uscita, ho imparato questa stramba abitudine dei rubieresi, alla faccia dei proverbiali semafori napoletani (che per inciso io conosco solo per leggenda non avendo mai dovuto guidare a Napoli…ma si sa: i luoghi comuni!). Ho imparato a rispettare questa cosa per evitare collisioni certe, perché la gente non è che mette il muso avanti, passa proprio dritta come un fuso e molto spesso si tratta di TIR: mica un bell’amico con cui giocare a scoccino (di questo purtroppo ho esperienza, anche se non in questo incrocio) .a Mi verrebbe quasi la voglia di segnalare al Comune di Rubiera che forse sarebbe saggio accettare la decisione popolare ed invertire la segnaletica. Mah…per il momento mi sono abbandonato ad un più codardo, quantomai naturale, istinto di sopravvivenza e quando arrivo faccio come se la segnaletica fosse solo un vezzo estetico/artistico, ma insignificante dal punto di vista prescrittivo.

Anche oggi in pausa pranzo, mentre mi dirigo verso la solita sguazzata in piscina arrivo al fatidico incrocio e regolarmente c’è chi mi vuole chiedere un passaggio con macchina e tutto, se io non frenassi preventivamente, cosa che faccio e che quindi mi evita un CID.

Testardo e pugnetta come pochi, però, non ho ancora perso l’abitudine di far notare l’errore all’automobilista di turno, sempre che me ne sia data occasione, che insomma il protagonista dell’infrazione, se m’è ancora concesso chiamarla così, si degni di fermarsi capendo a metà del guado il disastro che stava combinando, perché alcuni sfrecciano proprio avanti senza colpo ferire e senza apparentemente accorgersi di nulla. Di solito, incrocio occhiate sconsolate o quantomeno ciglia basse, oggi invece incoccio nell’AGGRESSIVITÀ!

Da quando sono bimbo ricordo pubblicità televisive con uomini che non devono chiedere mai e sento discorsi sul farsi rispettare, non farsi mettere i piedi in testa, che bisogna credere in se stessi e che il mondo è una giungla in cui bisogna imparare a tirare fuori gli artigli, se necessario. Ecco io non so se qui fosse proprio necessario mandarmi affanculo, ma è quello che ha sentito giusto fare la conducente della Fiesta grigia che stava per investirmi, perché totalmente indifferente allo STOP di cui sopra . Guidatrice, sì. “Vaffanculo, togliti da in mezzo alle palle”, per essere più precisi. Gelo…cosa faccio?

Provo una reazione di orgoglio e riesco ad affiancare la Signora e non faccio in tempo a dirle che “insomma, ma sono modi questi? Ha torto e mi manda pure affanculo? Ma come si permette”, che lei tira giù il finestrino, ribadisce il concetto precedentemente espresso, lo condisce con un bel dito medio alzato.dito-medio-a-te

Io penso che non posso, o meglio non devo litigare in mezzo alla strada per una cosa così, che il gesto mi brucia, ma in fin dei conti cosa farci? Cosa risolverei? Cosa voglio veramente fare? Le grido qualcosa di poco politically correct, solo per darmi un tono, tipo “se tu non fossi una donna…”…ma non sono io che parlo…non funziona. Se non ce l’hai, non ce l’hai. L’aggressività intendo. Io sono un inetto in questo senso: per fortuna.



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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