Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Chi si accontenta è perché già gode

Trionfalismi e tappi che saltano in aria, slide gradasse (che, oh, non le reggo…mica da ora) e discorsi tronfi. Da ieri pomeriggio, leggendo ed ascoltando o per dirla generica, stando attento ai media, mi sono imbattutto in questo clima surreale scatenato dal voto (voto di fiducia, altro capitolo su cui riflettere, ma non ora), alla Camera sull’ormai celeberrimo DDL Cirinnà…o meglio: ciò che ne rimane.

Come ho avuto modo di sottolineare partecipando ad un paio di discussioni sui social, credo che non ci sia nulla da festeggiare. Mica per fare il guastafeste o quello che non vuole riconoscere che qualcosa è meglio di niente, che su questo sono d’accordo anch’io, solo che su certi temi il qualcosa è molto simile al niente. Un mezzo diritto non mi fa gioire, mi fa imbestialire per la metà mancante, che poi, leggendo la Costituzione, non riesco ancora a capire perché debba mancare. O meglio, si capisce benissimo, ma non leggendo la Costituzione, bensì ascoltando la CEI e se, come credo, il motivo è quindi quello che ci stanno facendo tracannare da quando questa partita è iniziata, c’è poco da sperare che, come ho detto per primo, questo possa essere preso come un punto di partenza per un percorso ben più lungo, complesso ed articolato: speranza da abbandonare. Perché per qualcuno questo passo è già troppo e già si preannuncia che ci sarà chi vorrà obbligare a rifarlo all’inverso.

A quelli che dicono che bisogna accontentarsi non andrebbe nemmeno risposto. I compromessi della politica e tutti i bla, bla, bla tattici, non reggono di fronte alle esigenze delle persone. Sono avvilenti e purtroppo temo che non facciano altro che giustificare il disgusto per la politica, che non ve lo devo dire io, va di gran moda oggigiorno, favorendo ignoranza, disinteresse o se va bene, populismo…se va bene si fa per dire, ovvio. Persone vere, con problemi veri e vite vere. Che con l’introduzione di una legge a metà o comunque zoppa, costringiamo a vivere a metà, anche se poi non credo si possano fare i conti di quanto uno possa vivere la propria vita se non gli si lascia la libertà di farlo…chi dice di accontentarsi, forse lo fa solo perché questi problemi non ce li ha o è talmente disilluso dal mondo che non spreca più energie a sperare che possano sul serio essere risolti. Tristemente vergognoso. In ogni caso inammissibile se uno si vuole vantare di essere democratico. Un democratico non dovrebbe accontentarsi di vivere in un mondo in cui si offorno solo una parte dei diritti alle persone, dovrebbe lottare perché questi vengano garantiti a tutti, anche a quelli che ti stanno antipatici o non ti piacciono. Anche ai delinquenti. Che l’illuminismo è stato tanto tempo fa.

A proposito di illuminati: ho sentito detrattori totali delle Unioni Civili dire: “sono una minoranza (Riferendosi agli omosessuali), che non esagerino adesso a volere i diritti della maggioranza (riferendosi agli eterosessuali)”. Così ragiona chi non vuole concedere la possibilità di vivere la vita in libertà tutti, secondo uno Stato di Diritto e non secondo uno Stato Etico o per meglio dire confessionale? Forse non tutti, ma tanti. Purtroppo è così, quindi non v’affanante a volermi spigare che sì, però…ma sai che: troppi! Dannosi!

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Lo Stato faccia lo Stato e non s’immischi nelle questioni della Chiesa e la Chiesa faccia la Chiesa senza immischiarsi nelle questioni dello Stato

Questo ribadiva, virgola più, virgola meno la Senatrice Cirinnà radiosa per la sua “vittoria” monca. Deludente, molto deludente vedere proprio lei accontentarsi, perchè, se è vero che era un delitto non prendere ora ciò che era concesso prendersi, va riconosciuto che non è sufficiente per sentirsi soddisfatti! Ma non per cupidigia: per giustizia! Va ribadito ed urlato e bisogna continuare proprio ora, in particolare ora a combattere perché il percorso iniziato, si concluda e pure velocemente, che siamo in ritardo di anni! Proprio ora, perché c’è già qualcuno pronto a seguirlo il discorso dei detrattori: “oh, adesso però accontentati!”. Ma accontentarsi di cosa? Non ci si accontenta di ciò che non basta! Dell’ingiusto! Non siamo al mercato. I diritti non sono qualcosa su cui dovrebbe essere permesso barattare e rilanciare. Lo si fa, son mica idiota, lo so: ma è disgustoso.

Riesco a prendere più in ridere gli stregoni dell’etere che mettono in guardia contro il demonio che starebbe agendo per guidare alle tenebre in cui queste leggi ci attirerebbero: non mi hanno spiegato cosa stia facendo nel frattempo Babbo Natale, forse riposa, dopo tutto lo sbattimento del dicembre scorso…certo, cosa aspettarsi da chi ha definito Benito Mussolini “uomo della provvidenza” e che tanto ama abbuffarsi alla tavola dei potenti e non solo metaforicamente. Temo che diano la misura ed il livello di superstizione e illogicità di certe posizioni, per non parlare dell’ipocrisia e dell’opportunismo…ma no, in effetti non fanno nemmeno ridere.

In ogni caso la domanda non cambia e ieri sera durante il programma mi sono permesso di esporla in maniera più rude: che cazzo vi ridete? Un po’ di vergogna, no?

Che volendo essere maliziosi, si potrebbe anche pensare che qualcuno ci tenga a gonfiare a dismisura un non risultato (anzi, dite quel che volete, ma io continuo a definirlo un mezzo fallimento e non per pessimismo, ma per semplice rifiuto di un vigliacco e decerebrato ottimismo), nel tentativo di arrufianarsi un po’ chi nell’ultimo periodo è stato forse troppo bistrattato. Tipo il gioco della carota e del bastone, per intenderci. Quanti ne ho sentiti dire: finalmente qualcosa di buono. Un po’ come quelli che qualche tempo fa dicevano che l’attuale Pontefice era di Sinistra…dalle nostre parti li chiamano “nader”, che sta per anatre…che, non so esattamente perché, in questa accezione sta per creduloni, ingenui…gente che si fa abbindolare. O che preferisce farlo? O che ha o crede di avere interesse a farlo?

In ogni caso, io dico che anche in questo caso la nostra povera Italia non faccia altro che rimanere fedele a se stessa: si accontenta di fare le cose a metà…non ci arriva in fondo. Provincialmente nel mezzo, diamo un colpo al cerchio ed uno alla botte. Lasciamo aperto il cantiere fino allo sfinimento. Sennò di cosa discutiamo domani al bar?

Che poi chi chiede a gran voce di accontentarsi, con tono beato di chi, va bene tutto, ma con contegno e moderazione, mi sa che siano poi quelli che già godono.

E gli altri? Che non esagerino con ‘sti diritti: con parsimonia, che non ci viziamo!

 

 



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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