Ieri sera (03/03/2016), durante un’impegnativa seduta del Consiglio Comunale v’è stata una discussione su un Ordine Del Giorno (documento di indirizzo politico), in cui si indicava la volontà di supportare come Consiglio Comunale ed Amministrazione le affermazioni del Ministro dell’Istruzione On. Giannini in merito alle presunte infiltrazioni di “lezioni Gender” nella nuova normativa nazionale conosciuta come “La Buona Scuola”. Fra le richieste d’impegno, v’era poi quella più solida e per me fondamentale, di una sensibilizzazione al tema anche nelle scuole locali, dove, purtroppo, da troppo tempo arrivavano segnalazioni insistenti di parecchi genitori che si trovavano fra le mani volantini e messaggi vari circolanti subdolamente nell’ambiente scolastico, in cui si inneggiava demagogicamente alla fantomatica “teoria Gender”. Fin dal primo momento sono stato fra i promotori e firmatari assieme ad altri 5 colleghi della maggioranza di questo documento, ritenendo di potermi fidare della stragrande maggioranza della comunità scientifica, che da tempo insiste sull’infondatezza scientifica dei termini in cui questa questione viene posta.
Discussione serrata quella avvenuta in aula, che purtroppo ha evidenziato enorme caos, ignoranza e il solito desiderio di strumentalizzare, sminuire e brutalizzare importanti argomenti, che hanno ricadute pratiche nella vita di tutti i giorni a dispetto di quanto si è disposti a riconoscere, con la faciloneria e la mancanza della necessaria empatia col mondo reale di chi “ci sono problemi più importanti” “abbiamo altro a cui pensare” “non sono queste le priorità”, forse, vien da pensare, solo perché non vive sulla propria pelle o comunque da vicino i disagi di determinate problematiche.
Non nego che, nonostante la votazione finale abbia consentito a questo ODG di essere approvato, la delusione in alcuni momenti è stata forte e non ho vissuto il voto favorevole come una vittoria, ma solo come il riconoscimento della partenza di un percorso per me fondamentale, per fare chiarezza su argomenti troppo spesso impelagati nel caos ideologico, demagogico di un fondamentalismo confessionale per me intollerabile in una società moderna e libera dall’ingessatura “dell’infallibilità dogmatica”. Ammetto anche e non senza profonda amarezza, che l’avvilimento maggiore mi deriva dall’aver sentito arrivare alcuni fra gl’interventi più duri (scontati, ma non meno preoccupanti quelli dell’opposizione), da colleghi del mio stesso gruppo consiliare e quindi militanti di un Partito che dovrebbe (ma ormai i dubbi su questa convinzione sono più che legittimi, visto anche il quadro nazionale), far ruotare la propria preziosa ed invidiabile pluralità sul fulcro del progressismo e comunque a distanza di sicurezza da argomentazioni che ritengo sconfinino pesantemente nel conservatorismo e nella reazione destrorsa, interventi che ho letto finanche poco corretti dal punto di vista della discussione, visto che hanno forzatamente e demagogicamente buttato, come si suol dire, il tutto in caciara, inzuppando la discussione di argomenti fra i più disparati, che ben poco c’entravano sia col succo dell’ODG, che sull’eventuale e comprensibile, quindi accettabilissima divagazione sulla così detta Teoria Gender.
Leggo come grave limite il non riuscire o forse peggio non volere, focalizzare e scindere la reale entità di argomenti che anche ieri sera sono stati forzatamente e brutalmente concatenati solo per accreditare una logica dogmatica e acritica di chi non fa altro che ragionare assecondando la paura omofoba e sessuofoba, che emerge ogni qual volta si cerca di guardare negli occhi un mondo che si sta finalmente ribellando ad una cultura che pretende di passare per verità solo in quanto “abitudine” o “tradizione”, spacciandosi per “naturale”, quando la naturalezza della verità e dei fatti dice che è solo ipocrita muraglia, dietro la quale si cacciano a forza sofferenza e discriminazione di veri individui, con vite reali e problemi reali. La politica deve riavvicinarsi alle persone, questo è un mantra che ci sentiamo ripetere ormai da anni e mi trova concettualmente d’accordo, soprattutto se si vuol dire che chi s’impegna a fare politica, in particolare a livello locale, lo fa guardando a ciò che accade veramente vicino a se stesso, a 360° e non a quanti voti prenderà e da quale area li raccatterà. Lo so, pensiero tanto ingenuo, quanto irraggiungibile nella sostanza guardandomi intorno, ma al quale non so rinunciare almeno come ideale da perseguire.
Fatico veramente a capire come si faccia a sostenere come modello educativo quello basato sulla netta divisione delle cose da maschio e quelle da femmina. Come si fa a non capire che il mondo non è tagliato a spicchi, ma è composto da mani che si toccano e dita che s’intrecciano. Ma soprattutto, come si fa a non vedere che questi compartimenti stagni creano pregiudizi ai quali fanno seguito sofferenze, disagio e troppo spesso immani, irrimediabili e strazianti disgrazie. Come si fa a insistere nel dire che un libro è pericoloso: non ci sono bastati i deliranti roghi del ‘900?
Sono tante le domande che mi pongo e che temo non avranno risposta. Vedo che chi per interesse o opportunità, chi per convinta ma pericolosissima ottusità, chi per tattica, anche ieri sera ha preferito sviare le domande, parlare d’altro, creare confusione, contraddire arbitrariamente e addirittura accusare di aver inventato tutto, chi come me intendeva dare voce e se possibile risposte alle reali preoccupazioni di alcune decine di cittadini (sì, non sono seguito e contattato da folle oceaniche, ma ho come il timore che non lo siano nemmeno coloro che troppo spesso credono di parlare a nome di moltitudini di cartone).
Il nostro ex Sindaco ad esempio, pur andando fuori tema e sfruttando l’occasione, esattamente come molti altri, per tuffarsi nella polemica che coinvolge la politica nazionale e quindi cedendo al poco nobile desiderio di mischiare tutto in un caotico minestrone ideologico, s’è dichiarato esplicitamente contrario per principio e convinzione politica a ciò che io ritengo invece minimo sindacale sul piano dei diritti civili e piattaforma indispensabile per sperare in una vita di comunità più equa, giusta, democratica. Non a caso io siedo nell’ultimo banco a sinistra e lui nell’ultimo a destra del civico consesso, che temo voglia ancora dire qualcosa, con buona pace dei rappresentanti del M5S, che anche ieri sera hanno solo cercato di sminuire il loro nemico, il PD, costasse quel che costasse in barba alla politica per la gente. Vi stupirete, ma ho meno difficoltà a rispettare le posizioni del Capogruppo della Lista Civica Sassolesi, per me profondamente sbagliate, perché espressione di una cultura maschilista e a tratti omofoba, ma va ammesso: popolane e quindi laiche, che fra l’altro io vedo in rapido (mai troppo ahimè) declino a dispetto di quello che verrebbe da dire leggendo i commenti sui Social e in seguendo quelli circolanti nei media in generale. Insomma l’illustre Consigliere, sarà presto sconfitto dalla storia, dai tempi, dalla realtà. Perché la società ha dimostrato di sapere cambiare, migliorare, realizzare prima della politica epocali rivoluzioni culturali che nate dal basso, stanno solo attendendo la, questa sì, naturale consacrazione del diritto.

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