Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


On air

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Il nome di questo blog e più probabilmente il blog stesso, nascono da un’idea che sto portando avanti da qualche mese con un programma radiofonico su Radio Antenna 1, una radio che continua la storia della gloriosa Radio Antenna Uno Rockstation, fra mille difficoltà e della loro/nostra storia probabilmente varrà la pena parlare più approfonditamente, con calma, dandosi il tempo di rimestare ricordi e di scegliere le cose giuste da dire.

Bar Snob nasce quasi per caso, o meglio come ripiego, ma fondamentalmente da un’urgenza che, non so se dire purtroppo o per fortuna (anche se da vero presuntuoso mi piace pensare che sia per la seconda) non mi abbandona da più di 20 anni. La Radio per me è sempre stata casa.

Adesso vi racconto come andarono le cose, più o meno e sinteticamente, anche se per tornare sul concetto espresso sopra, credo proprio valga la pena approfondire con singoli sguardi alla lente d’ingrandimento i passaggi che mi hanno portato qui.

Era il 1992 avevo da poco la patente e mi contendevo con la mamma l’utilizzo di una Panda 30 blu scura, coi seggiolini non reclinabili e imbottiti di cartone compattato o qualcosa di simile. Ti dovevi avventurare poco fuori l’abitato di Sassuolo, verso Magreta, in quella terra in cui la zuffa fra l’industra ceramica e la ruralità regalano scorci che abbinano squallore e non senso urbanistico, ai verdi campi affacciati sulle rive martoriate del Fiume Secchia. Lì in mezzo, sorniona, stava in una stanzetta di un vecchio e scalcinato casolare Radio Spazio: abusiva e lozza. M’innamoro e capisco che a me parlare da solo e mettere dischi piace proprio da matti.

Passa un annetto, 1993, una storia di lotta studentesca, autogestione e occupazione, mi fanno conoscere quelli di Mondoradio Rockstation…Radio Spazio aveva provato a resistere alla legge Mammì, ma la modernità, la regolamentazione e i tempi che cambiavano non le diedero scampo: io ero troppo giovane per perdere delle occasioni e la tradii al primo colpo proprio con la storica, ma acciaccata radio scandianese. Poco più di sei mesi di frequentazione della soffita in Corso Vallisneri sono stati fondamentali per rafforzare l’amore, da lì mai sopito, per il magico mondo della radio: il colpo di grazia.

Mondoradio non era acciaccata, agonizzava e la verità m’investi senza preavviso, di colpo, bruscamente e senza troppi preliminari, mentre ticchettavo le dita sulla leva del cambio a ritmo di una ballata rock. Non ci avevano detto la verità a noi nuove leve. Non a me. Insomma: dall’estate 1994 di nuovo a spasso…niente radio, ma ti ho appena incontrata, col cazzo che mi rassegno a perderti! Mirino puntato sul piccolo sogno che stimola la mia fantasia da anni: Antenna Uno Rockstation. Passa un po’. Un bel po’! Quasi tre anni: 1997, viene il mio momento. Ma anche questo giro dura poco. Si apre l’opportunità che a posteriori ho fatto bene a prendere al volo, ma fa a cazzotti con le regole base della radio. Devo lasciare.

Radio Musichiere Scandiano: programma liscio e musica molto pop…o meglio musica leggera come si diceva ancora all’epoca. Mi ritaglio uno spazio serale. Per un po’ lo cogestisco con Claudio. Claudio ora non c’è più. Questa è un’altra storia e non credo che la racconterò, perché non saprei cosa dire. Ci sbattono fuori: troppo per loro. Credo. Anche se eravamo educati, non sporcavamo, sparavamo casotto in etere, ma ben attenti a non disturbare i vicini. Pazienza.

Non demordo. Siamo ormai alla soglia dei 2000 e trovo un buco in una delle tante radio di campagna. La scusa è prevalentemente sostenere la serata danzante del Tempo di Gualtieri: altra storia da mettere in cantiere per un racconto a parte. Benito di nome e di fatto mi sopporta per circa un annetto, poi mi spedisce…anche malamente. Non ricordo perché, ma non aveva ragione. Finisce anche con Radio 106. Solo poco più tardi seppi che fu fondamentale provarci anche lì.

2001 l’anno della grande avventura. Radio Antenna Uno Rockstatio mi cerca. Un sogno che si realizza. Fare radio diventa il mio lavoro e questa sì è una storia troppo grossa per essere condensata in poche righe. Dura poco meno di 5 anni. E finisce male, malissimo. Come tutti i grandi amori che finiscono. Ne riparleremo.

Anno 2014: la mia vita è cambiata, la radio continuo a seguirla con amore, ma non spero più di potermela portare ancora a letto. Ad un certo punto metto quasi in discussione che di amore si sia trattato. Poi Antenna 1 again. sono passati circa 8 anni e 10 mesi. Io sono senza voce quella prima sera, ma alla fine la fiamma che svampa da tutti i pori me lo conferma: era amore. Brutto e impacciato, sono di nuovo lì. E dopo cinque secondi pare di non essere mai andati via. Un’altra storia a tre: io, la radio e La Lara. Oasi 104.7. Solo un anno, per me troppo poco. Ma le cose non vanno sempre come vuoi.

Anno 2015: sono pronto ad abbandonare di nuovo, un po’ deluso e frustrato. Più che mollare di mollarci. Sono stanco di correrti dietro. Perché non ti fermi un po’? Poi mi salva la resa totale, incondizionata: fai di me ciò che vuoi. Io ci metto il desiderio di schiodare il culo dal divano, l’urgenza per l’appunto, una piccola dose di sfrontatezza che ormai mi permette da tempo di non prendermi così tanto sul serio e tu, beh, te stessa. Così nasce Bar Snob. E grazie agli avventori che mi stanno accompagnando, chi con regolarità, chi con cameo, ci stiamo divertendo: qualche volta di più, altre di meno. Delle volte sbuffo quando devo correre in studio per la diretta mollando lì tutto il resto, ma appena parte la sigla, io sento ancora battere forte il cuore e so di essere nel posto giusto.

 

 



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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